Il dato arriva da una ricerca internazionale condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania e pubblicata sulla rivista Contraception. Lo studio svela che, a prescindere dal livello culturale, la consapevolezza sulla pillola è davvero scarsa, anche se tre intervistate su 4 vorrebbero ricevere maggiori informazioni. "I dati spiegano come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo - afferma il professor Francesco Primiero dell'Università di Roma La Sapienza -. Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l'esatto contrario". In particolare, un recente aggiornamento dei dati sull'indice di mortalità tra le oltre 46.000 donne seguite per quasi 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato che, nel lungo periodo, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivono di più e meglio. Le formulazioni più recenti della pillola sono state sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi. Fra questi, ad esempio, ci sono le mestruazioni abbondanti che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticamento, la sintomatologia premestruale e l'acne, in particolare nelle adolescenti, con ripercussioni psicologiche anche pesanti.