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30/8/2004

Olimpiadi nere per Marion Jones

Delusioni anche da Federer e Ullrich

Tanti gli atleti che hanno deluso a queste olimpiade. Una su tutte Marion Jones: la velocista americana, coinvolta dal marito in uno scandalo doping, è tornata negli States a mani vuote. Viaggio a perdere anche per Allen Johnson, così come l'oramai ex Dream Team americano di basket. Tra gli italiani olimpiadi nere per il Settebello e Fiona May, prestazioni sottotono per Rota, Luini e Pettinari. Bocciati anche Federer, Ullrich e la Radcliffe.

Dream Team deluso (Ap)

Tra i tanti Top di questa olimpiade ateniese, ci sono anche tanti Flop. E sì, proprio con la F maiuscola. Molti dei grandi attesi a questi giochi olimpici hanno disputato un'olimpiade decisamente sotto tono, tornando nei rispettivi paesi a mani vuote. Gli Stati Uniti, come sempre ai vertici del medagliere, vincono anche questa speciale classifica dei "deludenti", ovvero l'altra faccia delle medaglie...

MARION JONES (Stati Uniti, atletica): E' arrivata ad Atene circondata da sospetti di doping, se ne va senza niente. Una cocente delusione per un'atleta che sperava proprio di trovare nelle olimpiadi un'occasione di rilancio. Ha concluso nell'anonimato la finale del salto in lungo e non ha nemmeno finito la staffetta 4x100: testimone per terra e squalifica. Ma il suo flop era alquanto prevedibile: la 28enne americana, già durante l'anno, non era mai sembrata troppo in forma

ALLEN JOHNSON (Stati Uniti, atletica): 33 anni dovrebbero garantirti un grande bagaglio d'esperienza. Oro ai giochi olimpici di Atlanta '96 e quattro volte campione del mondo: lecito aspettarsi tanto da uno come lui. Ma la sua avventura olimpica sui 110 metri ostacoli è terminata già nelle qualificazioni, quando ha perso il passo ed è inciampato sul nono ostacolo finendo a terra sotto il decimo attrezzo. Per lui c`è stata l`eliminazione ed il ritorno a casa a mani vuote.

DREAM TEAM (Stati Uniti, basket): Nazionale, squadra da sogno? No, squadra da sonno: gli Stati Uniti hanno ottenuto, in questa olimpiade, il risultato peggior della loro storia ai Giochi. Terzi, come una Lituania qualsiasi. "Porteremo a casa l'oro", aveva detto alla vigilia Carmelo Anthony, stella dei Denver Nuggets e del Dream Team. Invece sono arrivate tre sconfitte, due nella prima fase ed una in semifinale. Per la prima volta, da quando i professionisti della Nba sono sbarcati ai Giochi, la spedizione a stelle e strisce non vince il titolo olimpico. "Il Dream Team non esiste più", ha concluso David Stern, commissioner della Nba. Forse, invece, esiste ancora. E' quello femminile, che ha vinto il terzo oro consecutivo.

ROGER FEDERER (Svizzera, tennis): Chi l'ha visto? Il campionissimo svizzero, numero uno del ranking mondiale, che non perde mai il vizio di aggiudicarsi i tornei più importanti del mondo, è arrivato ad Atene aggravato, logicamente, dell'etichetta di superfavorito per il torneo maschile di tennis: ed invece se ne è tornato a casa con le pive nel sacco, eliminato già al secondo turno. Non è andata certo meglio a Venus Williams, fuori al terzo turno contro Mary Pierce nel singolo, e battuta in doppio dalle cinesi poi capaci di arrivare all'oro. Per la cronaca il titolo olimpico nel singolare maschile è stato vinto dal cileno Massu, che Federer ha sconfitto in quattro occasioni su quattro quest'anno...

FIONA MAY (Italia, salto in lungo): L'atletica azzurra quest'anno non è proprio riuscita a decollare. Puntavamo su Besozzi, ma un infortunio lo ha costretto al ritiro; si sperava in Talotti, ma in finale ha mancato una misura che lui ha saltato centinaia di volta. E Fiona May ha seguito le orme degli altri due; bronzo ad Sidney 2000, l'italo-cubana non ha potuto difendere la sua medaglia perchè non si è nemmeno qualificata per la finale. Presentata dai suoi come una mammina volante, è rimasta decisamente attaccata a terra.

PAULA RADCLIFFE (Gran Bretagna, atletica): Era una delle grandi favorite per la maratona femminile; l'atleta, rappresentante bandiera della Gran Bretagna, non ha nemmeno concluso la gara. Iscritta anche nei 10000 metri, l'inglese non ha fatto meglio: ritiro anche in questo caso. puntava ad un doppio oro, esce dai Giochi con un doppio pianto in mondovisione.

SETTEBELLO (Italia, pallanuoto): La finale per il settimo e l'ottavo posto che l'Italia ha giocato (e perso) contro gli Stati Uniti è il segno di una disfatta che non ha precedenti. Il Settebello è squadra che deve almeno puntare al podio e andare fuori con la Grecia ha solo un' attenuante: aver giocato in casa degli avversari. Uno dei peggiori risultati della storia recente. I sogni di gloria si sono infranti di fronte alla sconfitta per 6-4 subita contro la Grecia nel girone eliminatorio.

ALFREDO ROTA (Italia, scherma): Si è fermato negli ottavi di finale, inopinatamente battuto dal 23enne statunitense Soren Thompson, uno che nel suo palmares ha un ottavo posto nel torneo individuale di specialità ai Campionati Mondiali 2003 di Cuba ed è numero 25 del ranking mondiale. E pensare che il nostro spadaccino ha appena vinto la Coppa del Mondo 2004: "Non so spiegare cosa mi sia accaduto. Sono troppo triste per parlarne". Sta di fatto che la gloria (e le medaglie) sono andate ad altri atleti.

LUINI - PETTINARI (Italia, Canottaggio): I vincitori dell'argento a Sidney 2000 nel due di coppia pesi leggeri si sono accontentati di disputare la finale B, quella di consolazione. Le carte per ben figurare ce le avevano, ma hanno trovato sulla strada atleti forse più motivati. Inutile dire che con i soli tre bronzi conquistati tutto il canottaggio azzurro ha pienamente deluso. E come se non bastasse è scoppiata anche la polemica di Leonardo Pettinari, che ha criticato i metodi di allenamento del tecnico La Mura.

JAN ULLRICH (Germania, ciclismo): Uno come lui doveva fare solo una cosa, vincere. Il campionissimo tedesco, che vanta nel suo palmares la vittoria al Tour del 1997, la Vuelta del 1999, il Mondiale Crono del 1999 e 2001, la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sidney 2000 e tanti altri piazzamenti, non poteva che tentare l'assalto alla medaglia. Ma così non è stato: vittoria di Paolo Bettini ed arrivo, anonimo, in gruppo di Ullrich: il kaiser è tornato in patria senza corona.