2/3/2011

Impressionisti, Collezione Clark

Capolavori a Palazzo Reale, Milano

 

È Palazzo Reale di Milano la prima tappa del tour mondiale dei capolavori dello Sterling and Francine Clark Art Institute, la prestigiosa collezione americana di Williamstown, che comprende grandi opere francesi del XIX secolo.

La mostra Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark, è in programma a Palazzo Reale dal 2 marzo al 19 giugno, e propone 73 opere realizzate da 26 artisti.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura, Arthemisia Group e lo Sterling and Francine Clark Art Institute.

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano e la Camera di Commercio Americana in Italia, organizzato dallo Sterling and Francine Clark Art Institute, insieme a Palazzo Reale e Arthemisia Group. Grazie a questa intesa l’Italia è stata scelta come prima sede di questo eccezionale tour.

L’esposizione è curata da Richard Rand dello Sterling and Francine Clark Art Institute e il percorso, organizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni incentrate sui temi fondamentali che testimoniano le innovazioni stilistiche e tecniche della seconda metà dell’Ottocento. Accanto ai dipinti di Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot, Sisley e Pissarro, sono esposte anche opere fondamentali dei pittori barbizonniers quali Corot, Millet, e Rousseau, oltre che tele dei maggiori pittori accademici del tempo, quali Bouguereau, Gérôme e Stevens, e di post-impressionisti quali Bonnard, Gauguin e Toulouse-Lautrec.

Le opere in mostra fanno parte della collezione Clark, il cui nucleo principale e storico è stato acquistato fra il 1910 e il 1950 da Robert Sterling Clark, uno degli eredi del patrimonio delle macchine da cucire Singer, e dalla moglie Francine Clary Clark.
Nel 1955 nasce a Williamstown, per volontà dei coniugi Clark, lo Sterling and Francine Clark Art Institute, istituzione che ha portato la collezione a crescere sempre più grazie ad acquisizioni e donazioni. Attualmente la holding dei Clark riunisce circa 8.000 pezzi, tra i quali 500 quadri e importanti collezioni di opere su carta e arte decorativa, capolavori europei ed americani, dal Rinascimento alla fine '800. Una istituzione che oltre ad essere museo offre un centro di ricerca ed alto perfezionamento nel campo delle arti visive, in un campus di 56 ettari a Williamstown, New England, Massachusettse una biblioteca con 230 mila volumi.

Dopo Palazzo Reale, la collezione Clark sarà ospitata in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, dal 13 luglio al 31 ottobre 2011, in Spagna, alla CaixaForum di Barcellona, dal 18 novembre 2011 al 12 febbraio 2012, per proseguire poi nei maggiori musei di tutto il mondo.

Il catalogo della mostra è pubblicato dalla Skira/Clark Art Institute, con saggi di James A. Ganz e Richard R. Brettell.

Si potrebbe sottotitolare: La storia di un amore.
Un amore per il bello, per l'arte. Una passione che i coniugi Clark dagli anni venti hanno coltivato, grazie alla rilevante disponibilità economica. A guidarli negli acquisti solo la loro passione. Cominciano a collezionare a Parigi, dove Robert Sterling Clark conobbe Juliette Modzelewska, nome d'arte Francine Clary, quando era attrice della Comédie Française. Impressionisti, post-impressionisti, ma anche accademici. Ma ogni opera irradia luce.
Raccontano di una borghesia ancora felice, ritratta nell'interno delle case o nella fragranza dell'intimità; che anima i boulevard della ville lumière, i mercati dei fiori, il lungo Senna o gli incanti della campagna e delle marine. Tanti Renoir, ne acquistarono 39, a testimonianza di un particolare innamoramento. Ci sono tre nature morte strepitose. Ma si possono scoprire anche due vedute italiane: Venezia e Napoli. 
La mostra si snoda a tema: Impressione, Luce, Natura, Città e Campagna, Mare, Viaggi, Società, Corpo, Volti e Piaceri, su un percorso a tinte pastello, come pensato per una ricca casa borghese di quel tempo.
Opere tutte di notevole livello, di cui molte visibili per la prima volta. Un percorso che invita a ritornarci spesso per rinfrancarsi gli occhi e l'anima.
Quasi sul finire del percorso una sorpresa: una stanza dove seduti su panchine in perfetto stile parigino si possono ammirare filmati della belle époque che raccontano lo svolgersi della vita quotidiana parigina.
La mostra prodotta da Artemisia segna anche il ritorno di Publitalia '80 alle sponsorizzazioni delle grandi mostre.

Gianni E. A. Marussi

 

Con questa mostra - per l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory - Milano ribadisce ancora una volta come l'arte sia il terreno d'incontro e d'integrazione tra Europa e Stati Uniti, per un Occidente che riconosce sino in fondo la propria storia, i propri simboli, e che vede negli Impressionisti e nelle loro opere uno specchio in cui si riflette la nostra identità”.


Torna a Milano il fascino dell’arte francese della Belle époque.
Palazzo Reale inaugura la tournée mondiale delle opere del prestigioso Sterling & Francine Clark Art Institute. Questo museo, con sede a Williamstown nel Massachusetts, è una delle più importanti istituzioni private degli Stati Uniti, notevole per la straordinaria collezione di opere dell’Impressionismo, raccolte dai coniugi Clark tra il 1910 ed il 1950.
La profonda sintonia tra istituzioni culturali e il prestigio crescente della nostra Città come meta espositiva internazionale hanno permesso a Milano di ospitare in anteprima questa mostra che, nei prossimi anni, toccherà i più importanti musei di tutto il mondo: dalla Royal Academy di Londra al Kimbell Art Museum di Fort Worth, dal Museo di Belle Arti di Montreal del Canada ai più importanti musei di Cina e Giappone.
La rassegna raccoglie più di 70 opere dei massimi esponenti dell’impressionismo: da Pierre-Auguste Renoir a Claude Monet, da Edgar Degas a Edouard Manet e poi ancora artisti come Berthe Morisot, Camille Pissarro, Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, Alfred Sisley,
William-Adolphe Bouguereau fino a post-impressionisti come Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.
L’Impressionismo continua ad affascinare: l’arte impressionista ha sempre suscitato un interesse straordinario sia per il fascino dell’epoca storica in cui si è sviluppata sia per la straordinaria potenza espressiva dei suoi capolavori.
Un’arte che punta alla raffigurazione della realtà sensibile, colta attraverso l’impressione momentanea, con l’intento della rappresentazione positiva della natura e del progresso della civiltà.
Quella degli impressionisti è un’arte dove trionfa la luce: l’artista vuole esprimere il bello, gli aspetti piacevoli della quotidianità sia nella raffigurazione di paesaggi bucolici sia nell’interpretazione della realtà urbana. Una volontà che si manifesta anche attraverso la tecnica pittorica, innovativa e
rivoluzionaria. Una pittura che rappresenta un mondo positivo dove, significativamente, il nero è assente, dove non vi sono ombre ma solo diverse gradazioni di colore.
L’impressionismo con il suo cogliere in modo nuovo la realtà e la sua capacità di rinnovare la tecnica pittorica può essere considerato un vero e proprio anticipatore della sensibilità artistica moderna e dell’arte contemporanea.
La Milano delle Avanguardie, la Milano che ha appena inaugurato il Museo del Novecento, accoglie con particolare attenzione questa mostra di grande prestigio internazionale che si inserisce perfettamente nelle linee di sviluppo della politica culturale dell’Amministrazione cittadina.
Una politica che persegue una crescita non solo quantitativa dell’offerta culturale ma soprattutto qualitativa, nell’ambito di un progetto pluriennale che vuole confermare Milano come nodo centrale della scena artistica del nostro continente.
Un’altra mostra destinata a un grande successo di pubblico che arricchisce la nostra Città e il nostro Paese.

Letizia Moratti

L’ultimo quadro che ho visto di Corot aveva suscitato in me un desiderio folle di vedere questo porto…
Ho ripreso, per non lasciarla più, l’antica pittura dolce e leggera. Voglio rientrare con una serie di tele, poiché, non cercando più faccio progressi in ciascun dipinto.

Auguste Renoir, Lettere

 

LA MOSTRA


Esattamente un secolo fa, nel 1911, l’americano Robert Sterling Clark si trasferiva a Parigi, dopo una giovinezza ricca di avventure e di successi. La passione per l’arte, condivisa dalla moglie Francine, si traduce in una attività di collezionismo di grande sensibilità: capolavori sceltissimi di maestri rinascimentali, attenzione alle cosiddette arti applicate, sostegno ai pittori americani, e, soprattutto, una approfondita e accurata selezione di dipinti francesi dell’Ottocento.
Sterling e Francine Clark vivevano a Parigi, al centro della vita culturale e del mercato artistico; pertanto le loro scelte non si basavano - come per altre collezioni d’oltre Atlantico - su segnalazioni estemporanee o opportunità casuali, legate a occasionali viaggi in Europa.
Al contrario, i coniugi Clark hanno costruito una collezione di emozionanti dipinti impressionisti (Monet, Manet, Pissarro, Sisley, Degas e il prediletto Renoir), ma hanno altresì allargato il campo ai precursori, agli sviluppi e al seguito del movimento impressionista, lungo l’arco di tre generazioni di artisti tra il 1830 e il 1900, ovvero da Corot a Bonnard.
La mostra propone questa caratteristica peculiare della collezione Clark, presentando una ricca selezione delle opere più importanti: dipinti di grande poesia, in alcuni casi assoluti capolavori, sono parte integrante di un organico percorso che non “isola” le gemme, ma al contrario le inserisce in uno sviluppo di stili, di movimenti, di ricerche. Per questo, accanto e intorno alle opere degli Impressionisti si trovano dipinti degli artisti che hanno costituito le premesse immediate per la nascita della nuova pittura “indipendente”; non mancano i rivali (come gli esponenti della tradizione accademica) e gli artisti che, alla fine del XIX secolo, hanno proposto nuovi scenari e soluzioni originali, come ad esempio Gauguin e Toulouse-Lautrec.
Inoltre, se Parigi resta sempre il fulcro intorno al quale ruotano le scelte dei coniugi Clark, proprio la funzione cosmopolita della capitale francese fa sì che nella raccolta entrino opere di artisti inglesi, olandesi, belgi, italiani, statunitensi, ad arricchire in modo straordinario la trama dei rapporti e degli intrecci culturali in riva alla Senna.
Gli artisti presenti in mostra sono ventisei e l’allestimento si lega alle ragioni culturali di questa intelligente collezione, per condurre il visitatore a entrare nelle dinamiche dell’arte del secondo Ottocento, nel passaggio tra la tradizione “classica” e la prima, vera pittura “moderna”.

Il percorso in dieci sezioni

Il percorso, articolato in dieci sezioni tematiche dedicate a diversi soggetti e situazioni, si apre con un prezioso nucleo di dipinti strettamente legati alla nascita dell’impressionismo. Impressione (un termine coniato quasi casualmente da Monet) è il titolo del primo capitolo introduttivo, dove si propone un confronto serrato e ad altissimo livello tra i paesaggi di Monet, Pissarro e Sisley, i fiori di Manet, Renoir e della Morisot, e i volti evocati da Renoir: tutte opere che aiutano a comprendere le caratteristiche dello stile, della tecnica e della poesia impressionista.

La seconda sezione è dedicata alla Luce, “materia” fondamentale per la pittura impressionista, e protagonista assoluta dell’immagine di Parigi (non a caso ribattezzata la “Ville Lumiére”). La luce della pittura en plein air risplende soprattutto sui paesaggi (ed ecco le opere di Monet, Pissarro e lo straordinario Tramonto, 1879 o 1881, di Renoir), ma viene interpretata con estrema sensibilità anche nelle “nature morte”, in questo caso da Sisley e da Renoir.

Natura, Mare, Città e campagna sono le sezioni centrali della mostra e sono strettamente concatenate fra loro; in tutte queste sezioni i dipinti impressionisti sono messi a confronto con opere appartenenti ad altri movimenti artistici.

Nella sezione dedicata alla natura, si può comprendere come l’eleganza di Corot e le ricerche di Théodore Rousseau costituiscano una premessa importante per gli esiti di Monet, mentre lo splendido angolo della Senna ad Argenteuil (1892 circa), dipinto da Caillebotte, costituisce un raffinato caso di sviluppo post-impressionista. Le splendide marine di Jongkind e Boudin offrono un punto di confronto diretto con due capolavori di Monet ispirati alle coste della Normandia, mentre nella sezione dedicata al dialogo tra città e campagna sarà una sorpresa incontrare una fremente scena parigina, Attraversando la strada (1873 -1875) di Boldini.

Se Parigi è lo scenario privilegiato per le ricerche e le proposte artistiche, una sezione di grande importanza è quella dedicata ai Viaggi dei pittori: momento irrinunciabile per arricchire le esperienze visive, per mettersi a confronto con vedute storiche o per scoprire nuove emozioni. E’ questa la sezione più “italiana”: città e paesaggi del nostro Paese vengono ammirati da Corot (Castel Sant’Angelo, Roma, 1835 -1840, e Bagnanti delle Isole Borromeo, 1865 - 1870, sul Lago Maggiore) e da Renoir (Venezia, Palazzo Ducale e La baia di Napoli, sera del 1881): ma non mancano
temi orientali, come la scena egiziana descritta da Gerôme.

Da questa sezione si passa naturalmente a quella dedicata alla Società, per vedere come l’arco espressivo della pittura francese del secondo Ottocento si allarghi a ogni ambito sociale. Ecco la Pastorella: pianura di Barbizon, prima del 1862, di Millet accanto alla giovane viaggiatrice Louise Harduin (1831) di Corot; l’animazione de Il Porto di Rouen: scarico di legname (1898) osservata da Pissarro accanto al tranquillo Interno ad Arcachon (1871) di Manet; le eleganti dame di Stevens e di Boldini accanto alla prostituta in Attesa (1888 c.) dei clienti di Toulouse-Lautrec.
La sezione successiva è dedicata al Corpo. Il Mercato di schiavi (1866) di Gerôme propone un’esotica sensualità, e apre la riflessione sul soggetto più “classico” dell’arte: l’immagine del corpo umano. Tra l’accademica perfezione di Bouguereau e la rigogliosa sontuosità della Bagnante bionda (1881) di Renoir, Berthe Morisot inserisce un tocco prezioso di sensibilità femminile.
Avvicinando ulteriormente il rapporto con i soggetti, dal “corpo” si passa ai Volti di personaggi, e dietro a ogni volto c’è una storia. Ad alcuni autoritratti (Degas, Renoir) si associano personaggi di diverso genere, da Il Giardiniere dell’artista (1893) di Carolus-Durand alla Ragazza che lavora all’uncinetto (1875 c.) di Renoir, il primo quadro acquistato dai coniugi Clark, fino alla solenne Carmen (1884) ritratta da Toulouse-Lautrec nella sua energica, disincantata eppure a suo modo nobile realtà.

La mostra si conclude con un capitolo dedicato ai Piaceri. Il primo, e forse il più importante, è sottinteso: il piacere del collezionismo, da parte di Sterling e Francine Clark, evocato dal dipinto di Daumier con i Collezionisti di stampe (1860 – 1863 c.), coniugato con il piacere di condividere con il pubblico i capolavori del loro museo. In questa sezione conclusiva incontriamo i gusti raffinati di Degas, che prediligeva le corse ippiche a Longchamp e le ballerine dell’Opéra, con il profumo dei fiori (e delle fanciulle che li accompagnano) di Tissot e di Renoir; il brivido esotico evocato da Gerôme e l’intima gioia che ci può dare un cagnolino descritta da Bonnard.
Si riassume così, attraverso opere di grande bellezza, il senso di una collezione che ha come fulcro gli impressionisti come straordinario momento di una storia incessante di idee, di gusto, di poesia.

La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato dalla Clark con Skira. Le dettagliate voci del catalogo sono accompagnate da ricche immagini a colori per ogni opera esposta, comprese numerose riproduzioni a pagina intera. Affascinanti saggi di James A. Ganz e Richard R. Brettell, importanti studiosi dell’arte europea del XIX secolo, illuminano altri aspetti della collezione Clark e offrono un’introduzione biografica a Sterling Clark, inserendolo così nel contesto di altri collezionisti dell’inizio del XX secolo come Albert Barnes, Henry Clay Frick, e Duncan Phillips.

 


IMPRESSIONISTI, CAPOLAVORI DELLA COLLEZIONE CLARK

dal 2 marzo al 19 giugno

Organizzata dallo Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA

Produzione e organizzazione: Palazzo Reale
Arthemisia Group Consulenza scientifica
Stefano Zuffi

Progetto espositivo e direzione dei lavori: Cesare Mari, Paolo Capponcelli
PANSTUDIO Architetti Associati

Lighting designer: Francesco Murano

Catalogo:
Skira / Clark Art Institute
pag. 224, 126 colori e b/n, edizione italiana e spagnola, €. 45,00

In collaborazione con ATM
Publitalia ‘80
Digitalia ’08
Radio Italia
Ferrovie dello Stato
Corriere della sera

Sponsor tecnico
Samsung
Trimtec Sistemi
Caramelle Ricola

orario: Lunedì 14.30-19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
Giovedì e sabato 9.30-22.30
La biglietteria chiude un’ora prima

biglietti: Intero € 9,00
Ridotto € 7,50
Ridotto scuole € 4,50

telefono evento: +39 199500200

www.impressionistimilano.it


Ufficio stampa mostra
Arthemisia Group - Ilaria Bolognesi - 
ib@arthemisia.it
Adele Della Sala - ads@arthemisia.it - tel.  +39 026596888 - press@arthemisia.it

Ufficio stampa Comune di Milano
Elena Conenna - tel. 0288453314 -
elenamaria.conenna@comune.milano.it

 

PALAZZO REALE
Piazza Del Duomo 12
20122 Milano
Tel. +39 02875672
www.comune.milano.it/palazzoreale/


Ultimo aggiornamento ore 17:27


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