FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonneGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
DirettaCanale 51

Castro, il comunista amico dei papi: "Regalamelo un Padre Nostro", gli chiese a LʼAvana Francesco

A Cuba il lider maximo incontrò San Giovanni Paolo II, Benedetto XV e Bergoglio. Cruciale il ruolo della diplomazia vaticana nello sciogliere il nodo dei rapporti tra lʼIsola e gli Usa

Castro, il comunista amico dei papi: "Regalamelo un Padre Nostro", gli chiese a L'Avana Francesco

Per una volta smise la divisa militare da rivoluzionario per indossare giacca e cravatta. Fidel Castro accolse così, in una nuova veste, l'allora papa Giovanni Paolo II all'arrivo a L'Avana, in aeroporto, quel 21 gennaio 1998. Gli doveva rispetto. I due, il leader comunista e il fautore della caduta del comunismo in Europa, salutandosi, guardarono l'orologio, a sottolineare un'ora storica. A preparare l'incontro era stata la diplomazia del portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, inviato in precedenza a tessere la tela per l'apertura di Cuba al mondo e alla Chiesa Cattolica. Nel marzo del 2012, poi, nell'Isola arrivò anche Benedetto XV e, infine, la visita che sancì la fine delle tensioni tra Cuba e gli Usa: dal 19 al 22 settembre 2015, papa Francesco a L'Avana che, dopo un'ora d'incontro privato con Fidel, lo salutò così: "Ehi, prima o poi, regalamelo un Padre Nostro".

L'abbraccio con WojtylaSegnò la storia non solo dell'America e della Chiesa cattolica, ma del mondo intero, la visita di papa Giovanni Paolo II a Cuba, dal 21 gennaio al 26 gennaio 1998. "Ai nostri giorni – dichiarò Wojtyla nella Messa davanti a un milione di fedeli - nessuna nazione può vivere sola. Per questo, il popolo cubano non può vedersi privato dei vincoli con gli altri popoli, che sono necessari per lo sviluppo sociale e culturale, sopratutto quando l’isolamento forzato si ripercuote in modo indiscriminato sulla popolazione, accrescendo le difficoltà dei più deboli, in aspetti fondamentali come l’alimentazione, la sanità e l’educazione". E pensando al futuro dell'Isola aggiunse: "Costruitelo con gioia, guidati dalla luce della fede, con il vigore della speranza e la generosità dell'amore fraterno, capaci di creare un ambiente di maggiore libertà e pluralismo".

Il "cammino comune" con Benedetto XVIl secondo viaggio pontificio si tenne dal 26 al 28 marzo 2012. L'allora papa Benedetto XV ribadì l'auspicio di un "cammino comune" per tutti i cubani: "L'ora presente - disse Ratzinger - reclama in modo urgente che, nella convivenza umana, nazionale e internazionale, si eliminino posizioni inamovibili ed i punti di vista unilaterali che tendono a rendere più ardua l'intesa ed inefficace lo sforzo di collaborazione". Fidel in quel periodo aveva lasciato già il potere nelle mani del fratello Raul, ma indimenticabile è il siparietto che ci fu tra lui e Benedetto. "Cosa fa un Papa?", gli chiese El Comandante. "E' al servizio della Chiesa universale", la risposta. E Fidel colse l'occasione per ringraziare il pontefice tedesco di due beatificazioni: quella di Madre Teresa, benefattrice di Cuba, e quella di Giovanni Paolo II.

Bergoglio: "Regalamelo un Padre Nostro" Lo spagnolo come lingua materna e il fatto di essere nati in America Latina non sono stati gli unici punti in comune tra il Papa argentino da una parte e Fidel e Raul Castro dall'altra nel viaggio apostolico a Cuba dal 22 al 28 settembre: Jorge Bergoglio è un gesuita e il lider maximo e il fratello presidente avevano entrambi avuto da ragazzi un'educazione gesuita. Fu un incontro particolarmente cordiale tra Fidel, che a quasi novant'anni non si riteneva un credente, e Francesco: quest'ultimo gli portò diversi libri, tra i quali quello corredato da cd con le omelie di padre Armando Llorente, il gesuita morto in esilio a Miami che Castro aveva avuto come insegnante nel Collegio di Belen. Era la vigilia della fine ufficiale delle tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti, sancita, poi, il 21 marzo 2016 dalla visita di Obama a L'Avana. E quel saluto finale di Francesco, dopo un'ora di colloquio privato: "Ehi, prima o poi, regalamelo un Padre Nostro".

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali