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Barcellona, estesa a tutta Europa la caccia al killer: appello alla popolazione

La polizia catalana: "Chiunque abbia informazioni ci contatti". Intanto sono state diffuse alcune immagini del killer in fuga tra la folla dopo lʼattacco. Perquisizioni a Ripoll. Il bilancio ufficiale è di 15 vittime

Barcellona, estesa a tutta Europa la caccia al killer: appello alla popolazione
Younes Abouyaaquoub, l'autista-killer dell'attentato di Barcellona, in fuga dopo la strage sulla Rambla

E' stata estesa a tutta Europa la caccia al killer della Rambla. Le autorità della Catalogna hanno fatto sapere che un mandato di cattura per Younes Abouyaaquoub è stato trasmesso alle forze dell'ordine degli altri Paesi, mentre continuano le perquisizioni nella cittadina sui Pirenei di Ripoll. Secondo El Pais, agenti dei Mossos e della Guardia civile hanno perquisito all'alba un'abitazione al numero 16 di Raval del Sant Pere.

Le autorità hanno lanciato un appello alla popolazione, chiedendo la massima collaborazione. Il capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Trapero, ha chiesto a chiunque abbia informazioni sul ricercato e su dove possa trovarsi di informare immediatamente la polizia.

Il killer fuggì mescolandosi tra la folla - Gli inquirenti ritengono che l'autista killer sia fuggito a piedi dopo l'attacco mescolandosi tra la folla nel panico. Le immagini di telecamere di sicurezza pubblicate da El Pais mostrano infatti il jihadista mentre attraversa a piedi il mercato di La Bouquire pochi minuti dopo la strage.

L'auto di Cambrils era in Francia sette giorni prima - Emerge inoltre un dettaglio significativo sull'auto utilizzata per l'attacco a Cambrils. L'Audi A3 era stata fotografata da un autovelox nella regione parigina dell'Ile-de-France una settimana prima degli attentati, scrive Le Parisien, sottolineando che "al momento le indagini non hanno stabilito nessun legame operativo con la Francia".

"Potrebbe trattarsi di un semplice transito su un tragitto più lungo", scrive il quotidiano. L'informazione proviene dalla cooperazione tra forze dell'ordine organizzata "a livello europeo per identificare eventuali complici", dice il giornale parigino. Bfmtv ha detto che la macchina, immatricolata in Spagna, non risulta sia stata affittata o rubata.

E mentre il presidente catalano Carles Puigdemont smentisce la notizia secondo cui la Cia aveva preallertato la polizia locale in merito a un possibile attacco nella città di Gaudì, spuntano nuove rivelazioni dagli interrogatori agli arrestati.

Il ruolo chiave dell'imam Abdel - E' in particolare uno dei terroristi che sta collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sta facendo luce sul ruolo chiave dell'imam Abdel Baki Essati, secondo quanto rivela la "Repubblica".

A parlare agli inquirenti, scrive il quotidiano, è stato Mohamed Houli Chemlal. Ventun anni, Mohamed è "originario di Melilla ed è l'unico sopravvissuto all'esplosione del covo della cellula ad Alcanar".

Alcanar e i due ricercati morti nell'esplsione - Solo lui "sapeva chi e quanti uomini fossero all'interno di quella casa al momento dell'esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi. Di cui Mohamed ricorda bene l'identità, tanto da far dire ufficialmente alla polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati sono sicuramente ciò che rimane dei resti umani trovati ad Alcanar".

"Per tre giorni - scrive ancora il quotidiano citando una qualificata fonte di Intelligence - la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall'indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e martedì Chemlal comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell'Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perché i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell'indagine sulla strage della Rambla".

Nessun preallarme alla polizia dagli Usa - Intervistato alla trasmissione tv el Objectivo, il presidente catalano ha intanto escluso, scrive la Vanguardia, che la Cia avesse avvertito i Mossos d'Esquadra di un possibile attentato contro le Ramblas. Secondo quanto ha riferito nei giorni scorsi El Periodico, l'intelligence Usa aveva avvisato due mesi fa le autorità iberiche che Barcellona e soprattutto la Rambla potevano essere teatro di un attacco terroristico.

Bilancio ufficiale è di 15 vittime - Il ministro degli Interni catalano, Joaquim Font, ha comunicato che, a seguito degli attentati di Barcellona e Cambrils, il bilancio ufficiale è di 15 vittime. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all'interno di un'auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l'attentato.

Quindici feriti in gravi condizioni - Sono ancora 51, invece, i ricoverati negli ospedali della città catalana dopo l'attacco e 15 di loro sono in gravi condizioni. Le persone rimaste ferite nell'attentato sono 130.

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