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Barcellona, ancora in fuga il killer della Rambla | Lʼombra dei salafiti | Cʼè una terza vittima italiana

La polizia: "La cellula preparava attacchi multipli". Cʼera un piano per far esplodere tre autobombe sulla Rambla, a Cambrils e a Vic. Il rabbino agli ebrei: "Tornatevene in Israele, questo posto è perso"

E' caccia a Younes Abouyaaqoub, che, secondo gli investigatori, era alla guida del van sulla Rambla. Il 22enne, dato per morto in un primo momento, potrebbe essere fuggito in Francia. Younes e la cellula a lui legata stavano lavorando per realizzare tre autobombe con esplosivo Tatp e mettere a segno attacchi multipli, scrive la Vanguardia citando fonti di polizia. Il piano era di far esplodere un'autobomba sulla Rambla, una a Cambrils e una terza a Vic.

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Nel covo sono state trovate tracce di acetone, perossido di idrogeno, 106 bombolette di butano e altro materiale per assemblare un ordigno.

La madre del killer: "Costituisciti" - "Voglio che tu ti costituisca, non voglio che tu uccida altre" persone, "l'Islam non lo predica". Così Hanno Ghanim, la madre di Younes Abouyaaqoub. Lo scrive El Pais nell'edizione online.

Perquisita la casa dell'imam radicale di Ripoll - Proprio in relazione al covo di Alcanar, i Mossos d'Esquadra hanno perquisito la casa dell'imam di Ripoll, la cittadina catalana da cui provenivano quasi tutti i componenti della cellula jihadista coinvolta negli attentati, oltre che nell'esplosione nella casa di Alcanar. La notizia viene pubblicata da El Pais, secondo cui l'imam potrebbe essere uno dei due morti dell'esplosione nel covo, mercoledì notte. L'imam sarebbe Abdelbaki Se Satty, 40 anni, che risiede nell'abitazione insieme a un altro uomo, che ha subaffittato una stanza da quattro mesi. Il compagno di stanza, di cui non è stato diffuso il nome, ha spiegato che da qualche tempo Se Satty non esercitava più come imam della città. Martedì aveva addirittura annunciato di voler andare in Marocco, dove vivono la moglie e i figli.

Catalogna: la cellula non è stata smantellata - Il ministro dell'Interno catalano Joaquim Forn ha corretto le parole del ministro dell'Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido, secondo cui la cellula terroristica che ha colpito a Barcellona e a Cambrils è stata "smantellata" . "Non voglio contraddire il ministro Zoido ma questa è un'indagine condotta dai Mossos d'Esquadra" e ci sono vari canali di investigazione e lavori che non si danno per terminati, ha precisato Forn, citato dai media spagnoli. Secondo Forn, la cellula non si può definire smantellata "fino a quando non sarà stata determinata la sorte di tutti i membri". La Spagna ha deciso intanto di mantenere al livello 4, il penultimo più alto, l'allerta contro il terrorismo, rafforzando però il dispositivo.

Il rabbino agli ebrei: "Tornatevene in Israele" - Arriva intanto un'accorata esortazione da parte dell'autorità religiosa ebraica ai suoi fedeli. "Questo posto è perso. Meglio andarsene prima che dopo", ha detto infatti il rabbino capo di Barcellona, Meir Bar-Hen, alla minoranza ebraica della città catalana commentando l'attentato terroristico. La nostra comunità, ha affermato, "è condannata" sia a causa dell'Islam radicale sia per la presunta riluttanza delle autorità a confrontarsi con questo. E ha invitato gli ebrei "a pensare di non restare qui per sempre e a tornare in Israele".

Younes e il nuovo terrorismo - Younes Abouyaaqoub e la sua cellula sono simboli di un "nuovo" terrorismo islamico che non aspetta ordini dal Califfo ma agisce da solo in modo rudimentale (car jihad, coltelli e bombe fai-da-te). A colpire Barcellona un gruppo locale, composto da parenti e non infiltrabile dall'esterno. Il loro sacrificio servirà all'Isis come propaganda per nuovi kamikaze. E in quest'ottica la caduta di Raqqa serve per spingere cani sciolti e cellule ibride ad attaccare.

Terza vittima italiana, da 60 anni residente in Argentina - E' un'80enne originaria della provincia di Potenza, ma residente in Argentina la terza vittima italiana dell'attentato: si chiama Carmen Lopardo.  In una nota, il ministero degli Esteri argentino ha trasmesso le condoglianze "alla famiglia della signora, cittadina italiana residente nel nostro Paese da più di 60 anni". "Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista", ha precisato il ministero, che sottolinea "la ferma condanna dell'Argentina al terrorismo in tutte le sue manifestazioni".

L'ombra dei salafiti di Nassiriya dietro i "terroristi ragazzini" - Nonostante la Spagna non sia un Paese particolarmente colpito dalla radicalizzazione islamista, non sorprende che gli attacchi si siano verificati in Catalogna, una delle tre zone (assieme alle enclavi di Ceuta e Melilla) dove invece il fenomeno si fa più consistente. Qui infatti, specialmente nelle zone rurali e costiere, come spiega il quotidiano "La Stampa", c'è una forte presenza di piccole comunità di immigrati marocchini, spesso braccianti o operai, che frequentano piccole moschee salafite, finanziate da Kuwait e Qatar.

Il salafismo non incita apertamente alla violenza, ma, data la forte componente conservatrice, il passaggio a una visione radicale non è sorprendente. A riprova basti ricordare che l'attentatore suicida che nel 2003 uccise 25 italiani nella base di Nassiriya in Iraq, era proprio un salafita di Vilanova la Geltru, cittadina costiera della Catalogna.

Gli attentati a Barcellona, l'esplosione ad Alcanar e l'auto fuggita a un posto di blocco - Sembra sempre più certo il collegamento tra i due attentati, compiuti a Barcellona e Cambrils, con altri due fatti: l'esplosione di un'abitazione ad Alcanar e un veicolo fuggito da un posto di blocco e in cui è stata poi trovata una persona morta. Il capo della polizia catalana, José Luis Trapero, ha dichiarato che gli attentatori preparavano da tempo le loro azioni. La loro base era ad Alcanar, circa 200 chilometri da Barcellona. Lì nella notte tra mercoledì e giovedì si sono verificate due esplosioni, causate da una persona che maneggiava una ventina di bombole di gas e in cui un uomo è morto e sette persone sono rimaste ferite.

Gli arrestati e i fuggitivi - Secondo la polizia la cellula terroristica era composta da 12 persone: quattro gli arrestati, tre marocchini e uno spagnolo, nessuno dei quali con precedenti legati al terrorismo, e 3 quelli identificati ma ancora in fuga. A questi si aggiungono i 5 che sono morti a Cambrils.

Sano e salvo il bimbo australiano disperso - E' stato ritrovato sano e salvo il bimbo australiano di 7 anni di cui non si avevano notizie dall'attentato. Il piccolo è in un ospedale di Barcellona e il padre è in viaggio per raggiungerlo. La madre del piccolo, una filippina residente in Australia, era rimasta gravemente ferita.

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