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La Diretta

Migranti: nuova bozza, Ankara insoddisfatta Renzi: "Oggi vedremo di chiudere lʼintesa"

A Bruxelles terminata la prima giornata del vertice sullʼemergenza profughi. Il premier: "Se ci sarà lʼaccordo con la Turchia, costituirà un precedente"

Migranti: nuova bozza, Ankara insoddisfatta Renzi: "Oggi vedremo di chiudere l'intesa"

Si è conclusa nella notte la prima giornata dei lavori del vertice europeo dedicato all'emergenza migranti. I 28 leader Ue hanno deciso di non fare alcuna conferenza stampa, ma Ankara non "sarebbe soddisfatta". "E' il momento della responsabilità. Nessuno da solo può salvare l'Europa - ha detto il premier Matteo Renzi - . E' il terzo vertice in questo mese, l'agenda è la stessa degli ultimi due: immigrazione e crescita economica".

Nuova bozza: entra la parola "individuale" per i rimpatri - Nella serata di giovedì i leader hanno quindi analizzato la nuova bozza della dichiarazione congiunta Ue-Turchia.

Tra le modifiche, ci sarebbe l'introduzione della parola "individuale" in relazione alla gestione dei rimpatri, per sottolineare che non si tratterà di respingimenti di massa. L'incontro tra premier turco Ahmet Davutoglu, Tusk e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker è stato rinviato a venerdì mattina.

Fonti Ue: "Ankara insoddisfatta "- In particolare, non ci sarebbero variazioni sull'apertura dei capitoli per il negoziato di adesione all'Ue, né sulla liberalizzazione dei visti. Fonti europee hanno spiegato che la Mezzaluna non sarebbe soddisfatta del documento discusso nella notte a Bruxelles e che vorrebbe un maggiore impegno sui soldi e sull'apertura dei capitoli per il negoziato di adesione all'Unione.

Gli ostacoli per l'intesa - Sarebbero tre, infatti, gli ostacoli maggiori al raggiungimento di una intesa: definire un meccanismo che renda legali decine di migliaia di rimpatri, trovare una soluzione che rassicuri Cipro e accontentare senza compromettersi troppo la Turchia sull'avanzamento dei negoziati di adesione. L'atteggiamento resta tuttavia costruttivo perché i capi di Stato e di governo, con Merkel in testa, considerano l'accordo con Ankara cruciale per ridurre i flussi verso l'Europa, ma pesa il granitico veto di Nicosia all'apertura di nuovi capitoli per l'adesione della Turchia all'Unione, fino a quando Ankara non riconoscerà i passaporti ciprioti e non permetterà a navi e aerei del Paese Ue di usare i suoi porti ed aeroporti. la sua riserva.

Renzi: "Venerdì vedremo se si raggiunge un accordo" - "Si è discusso, venerdì vedremo se si riuscirà a trovare l'accordo". Così il premier Renzi lasciando il Consiglio Ue al termine dei lavori.

"Unica soluzione vera è investire in Africa" - "Se vogliamo dare una mano a ridurre l'immigrazione selvaggia, l'unica cosa è fare investimenti nei Paesi d'origine. Serve una politica di investimenti Ue in Africa e una politica gestita e pagata dall'Unione sui rimpatri", ha spiegato poi il nostro presidente del Consiglio.

"Sherpa" al lavoro - Nella notte sono previsti incontri tra gli sherpa turchi ed europei, nel tentativo di avvicinare le posizioni. L'appuntamento, quindi, è venerdì presto tra Tusk e Davutoglu. Solo quando saranno chiariti tutti i contorni della trattativa, il presidente del Consiglio europeo riconvocherà i 28.

I timori dei leader Ue - A Bruxelles i leader hanno espresso 'caveat' e preoccupazioni, e sebbene nessuno in definitiva sia sembrato davvero intenzionato a rovesciare il tavolo, la partita - in cui anche Atene gioca un ruolo da protagonista - è molto complessa.

Anche l'ultima versione della dichiarazione Ue-Turchia circolata non prevede l'apertura di capitoli negoziali, ma solo un lavoro preparatorio, che non pregiudica le future mosse dei Paesi Ue. Nonostante le numerose preoccupazioni espresse dai leader anche giovedì, nella bozza di dichiarazione per ora resta invece la liberalizzazione dei visti entro fine giugno, un punto molto caro al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che si è rivenduto la promessa ai connazionali. Un traguardo che tuttavia non prevede scorciatoie per Ankara.

I capi di stato e di governo, a partire dal lussemburghese Xavier Bettel, sono tornati a mettere paletti anche sulla questione del rispetto delle leggi internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non è bastata la comunicazione della Commissione europea con cui si è dettagliata la piena conformità, e durante la cena a porte chiuse si è tornati a dibattere anche su questo punto.

Discussione intensa anche sull'opportunità di inserire o meno una data di inizio per l'accordo, con i leader combattuti tra il timore di creare un effetto richiamo per i migranti (spostandola troppo in avanti) o dare un segnale negativo, con la Grecia non ancora pronta a mettere in pratica il pacchetto (in caso di una data troppo vicina).

Intanto il premier britannico David Cameron ha lanciato un allarme: nelle prossime settimane ripartirà il flusso di migranti nel Mediterraneo verso l'Europa, in particolare dalla Libia. Mentre il premier Matteo Renzi ha avvertito: "Va bene fare l'accordo con la Turchia ma sia chiaro che se ci sarà, farà da precedente. Le regole che saranno valide per Ankara dovranno essere valide anche per gli altri Paesi da cui ci attendiamo" numeri massicci di sbarchi.

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