ULTIMISSIMA 01:50

GUANTANAMO,OBAMA AUTORIZZA PROCESSI

- Usa, cancellato blocco attività carcere

Pubblicità
13/10/2002

Attentato a Bali, 190 morti

Tre autobombe fanno strage di turisti

Doveva essere una vacanza in una località esotica: Bali è un vero e proprio paradiso terrestre. Sabato sera, però, l'isola indonesiana si è trasformata in un inferno: tre autobombe sono esplose davanti a due night club frequentati proprio da turisti stranieri, e un'altra a pochi passi dal consolato americano. E' stato un massacro: i morti finora accertati sono 190, e più 300 i feriti, tra i quali anche 6 italiani. Ma il bilancio cresce di ora in ora.

L'ambasciata americana a Giakarta aveva segnalato, nelle ultime settimane, il rischio di attentati ai danni di cittadini statunitensi da parte di militanti islamici collegati al Al Qaeda, e una "soffiata" che parlava di un attentato con un'autobomba aveva costretto la stessa ambasciata a chiudere i battenti per alcuni giorni. Poi, però, tutto era tornato alla normalità, e l'allarme era rientrato.

Sabato sera alle 23.30, quando in italia sono le 17.30, l'inferno: "Ci sono corpi ovunque, calcinati, mutilati, è orribile - racconta Cyril Terrien, un fotografo francese che riesce ad arrivare sul luogo della tremenda esplosione - Non ho mai visto una cosa simile: sta ancora bruciando tutto. Da dove sono riuscito ad arrivare ho visto cadaveri orrendamente mutilati, è difficile da raccontare. Ci sono cadaveri di indonesiani e di stranieri". Soprattutto stranieri: nel "Padi Club" e nel "Sari club" di Kuta Beach, una delle località turistiche più frequentate di Bali, ci vanno quasi unicamente i turisti. Sono night club, discoteche, dove si balla e si bevono drink. Le due autobombe piazzate davanti ai locali sventrano completamente gli edifici: quando cala la polvere e vengono spenti gli incendi, rimangono solo gli scheletri, ci sono macerie ovunque. E sotto i calcinacci, decine e decine di corpi, carbonizzati e mutilati dall'esplosione. Le autorità ne hanno recuperati per ora 182 ("il 75% sono stranieri", spiegano i medici che continuano a vederne arrivare negli ospedali), ma ce ne sarebbero ancora almeno un centinaio sepolti sotto le macerie dei due night. Tra i feriti risultano esserci anche sei italiani, mentre la maggior parte delle vittime sono turisti australiani, americani, inglesi, francesi, tedeschi e danesi.

Un'apocalisse

L'esplosione delle autobombe ha creato un cratere di due metri di profondità: vetri, pezzi di metallo, macerie e lamiere di automobili hanno ucciso o mutilato tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze, e solo i più fortunati hanno subito ferite non gravi. Lo scoppio ha anche innescato un gigantesco incendio che ha devastato anche un altro locale ed edifici circostanti, ed è infuriato per diverse ore.

"È il più grave atto di terrorismo nella storia dell'Indonesia", ha detto il capo della polizia nazionale, generale Dai Bachtiar. Che ora teme nuovi attentati: "Dobbiamo stare più in allerta, potrebbero colpire ancora".

Le parole dei testimoni sembrano il racconto di un'apocalisse: "Tutti gridavano, c'era polvere dappertutto, è mancata l'energia elettrica", racconta Karim Ansel, 27enne turista parigino che stava mangiando in un vicino ristorante. "Qualcuno mi ha chiesto se fosse stato un aereo a caderci addosso". "Ho visto una persona a terra coperta di sangue - ricorda Amos Libby, americano 25enne - Una donna correva con i vestiti che le erano bruciati addosso, altre erano paralizzate dallo choc".

Centinaia di turisti terrorizzati hanno passato la notte sulla spiaggia, molti volevano prendere il primo volo disponibile per lasciare l'isola. Da Sydney, la compagnia aerea Qantas ha annunciato voli speciali per rimpatriare gli australiani.

La terza bomba

Poco dopo le due esplosioni ai night, un altro ordigno è esploso a Dempasar, capitale dell'isola, a cinquanta metri dalla sede del console onorario americano, ma non ha provocato feriti. E poche ore prima una quarta bomba, questa volta di debole potenza, era deflagrata nell'isola indonesiana di Sulawesi davanti al consolato filippino di Manado.

L'ipotesi Al Qaeda

Per ora nessuno ha rivendicato la catena di terribili attentati, ma la matrice del fondamentalismo islamico è la più probabile: Al Qaeda ha non pochi seguaci in Indonesia, come dimostrano i continui allarmi diramati dal Dipartimento di Stato americano e la recente chiusura dell'ambasciata Usa. Nessuno, però, si aspettava che i terroristi potessero spingersi fino a provocare una carneficina di simili proporzioni. Magari a Giakarta, ma non a Bali, il paradiso dei turisti.