8/9/2010

11/9, pastore Usa:"Bruciamo Corano"

Dura condanna da Lega araba e Vaticano

Incurante degli appelli di diplomatici, generali e capi religiosi, un pastore battista Usa sfida il mondo islamico, invitando gli americani a "bruciare in piazza il Corano" per onorare le vittime dell'11 settembre. L'iniziativa è stata duramente condannata da Al-Azhar, la massima istituzione sunnita del Cairo, e dalla Lega araba. Il Vaticano: "Gesto di grave oltraggio". Condanna anche dalla Casa Bianca, preoccupata per le possibili ripercussioni.

padre Terry Jones

Nonostante siano sempre più numerose e autorevoli le voci di coloro che lo invitano a soprassedere (dall'Osservatore Romano alle Comunità Islamiche d'America, dal comandante delle forze internazionali in Afghanistan, generale David Petraeus, a quello della Nato, Anders Rasmussen), padre Terry Jones sembra però intenzionato ad andare fino in fondo. "Per onorare in modo veramente cristiano le vittime degli attentati del 2001", nel dettaglio il prossimo 11 settembre il religioso ha invitato i suoi fedeli a "raccogliersi in preghiera per bruciare insieme in piazza una copia del Corano. Secondo padre Jones, è venuto il tempo di "lanciare un messaggio chiaro ai musulmani radicali" del mondo: "Sappiano che l'America non tollererà più la loro jihad - ha ribadito alla CNN -. Non vogliamo offendere nessuno. Ma dire che siamo offesi quando bruciano in piazza la nostra bandiera o la Bibbia. Loro non hanno problemi a farlo. Perché dovremmo averne noi?".

Parole incendiarie che gettano benzina sul fuoco del dibattito circa l'opportunità di aprire una moschea a Ground Zero a New York e sul complesso rapporto tra il mondo islamico e l'Occidente. La stessa Casa Bianca si è detta oggi "preoccupata". "Questo tipo di azioni mettono in pericolo le nostre truppe in Afghanistan, e sono fonte di inquietudine per noi", ha detto il portavoce, Robert Gibbs. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha definito "disgustosa" l'iniziativa del pastore, ma ha anche ricordato che l'azione del religioso battista è protetta dal diritto alla libertà di espressione. "Non possiamo applicarlo solo alle situazione che approviamo", ha spiegato il primo cittadino di New York.

Inviti a fermare "questa islamofobia" intanto sono venuti anche dai leader di tutte le fedi religiose, che da Washington hanno lanciato un appello congiunto alla tolleranza. Appelli inutili, che non hanno scalfito minimamente le intenzioni di padre Jones. "Gesù insegna che c'è un tempo per la diplomazia e un tempo per l'ira - ha ribadito -. La diplomazia è una cosa buona e giusta. Ma non dimentichiamo mai che anche Gesù entrò nel tempio e rovesciò i banchi".  Di fronte a queste parole è intervenuto anche il generale Petraeus. Per dire che la proposta potrebbe causare reazioni tali "da mettere a rischio la vita di soldati americani". Ma Jones anche in questo caso non ha fatto una piega: "Prendiamo molto seriamente le parole di Petraeus e preghiamo per i nostri soldati. Ma per quanto ancora dobbiamo indietreggiare di fronte alle minacce dei musulmani radicali e alla loro jihad?", ha dichiarato il pastore battista.

Ma le parole di Jones non hanno fatto scalpore solo negli Usa. La sua proposta di bruciare il Corano ha infatti sollevato polemiche anche sul piano internazionale. Manifestazioni di protesta si erano già tenute la settimana scorsa davanti all' mbasciata Usa a Giakarta, in Indonesia. Poi è intervenuto il ministero degli Esteri dell'Iran, per sottolineare che bruciare il Corano solleverebbe "sentimenti incontrollabili" in molti Paesi musulmani. "Consigliamo ai Paesi occidentali di impedire lo sfruttamento della libertà di espressione per insultare i libri sacri", ha detto da Teheran il portavoce Ramin Mehmanparast. Preoccupazione espressa anche, a Washington, dal capo della Nato: "Questa vicenda - ha detto Rasmussen - rischia di avere conseguenze nefaste sulla sicurezza delle nostre truppe". Sul caso è intervenuto anche l'Osservatore Romano, che ha titolato così il giornale: "Nessuno bruci il Corano".

Condanna anche dal Vaticano
Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha accolto "con viva preoccupazione" la notizia. "A quei deprecabili atti di violenza, infatti, non si può porre rimedio - sostiene - contrapponendo un gesto di grave oltraggio al libro considerato sacro da una comunità religiosa. Ogni religione, con i rispettivi libri sacri, luoghi di culto e simboli ha diritto al rispetto ed alla protezione: si tratta del rispetto dovuto alla dignità delle persone che vi aderiscono ed alle loro libere scelte in materia religiosa". "La necessaria riflessione che si impone a tutti nel ricordo dell'11 settembre rinnova, anzitutto - prosegue il Pontificio Consiglio - i nostri sentimenti di profonda solidarietà con quanti sono stati colpiti dagli orrendi attacchi terroristici. Tutti i responsabili religiosi e tutti i credenti sono chiamati anche a rinnovare la ferma condanna di ogni forma di violenza, in particolare quella compiuta in nome della religione".

Ultimo aggiornamento ore 13:45


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COMMENTI

09/09/10

Live dagli Usa

Certi commenti.. vorrei saxe quanti di voi elegantissimi sputasentenze avete mai letto anche solo una parte del Corano. La risposta e' ovvia, ma quello che effettivamente vorrei saxe e' quanti di voi abbiano letto la Bibbia. L'ignoranza che genera paura e quindi irrazionalita' e fondamentalismo e' la causa di tutto: dall' inizio della globalizzazione nessuno e' venuto a dirci "leggete, informatevi" e solo pochi intelligenti saggi l'hanno fatto. Ecco il risultato con i potenti che se la ridono.
08/09/10

Mino

Per chi parla ancora di islam moderato e integralista:La prima strage di infedeli avvenne proprio per mano di maometto, un villaggio di ebrei in arabia che si rifiutò di convertirsi, 800 uomini decapitati e le donne in schiavitù. Da queste maometto si scelsa una moglie che poi divenne la preferita (Fatima). Se lo stesso loro profeta era un sanguinario come pretendete musulmani pacifici? Forse vivete di speranze perchè avete paura della realtà.Comunque bruciare il corano è inutile.
Mino
08/09/10

marco

Non sono daccordo nel bruciare il corano, ma solo perchè non serve a niente ma solo a agitare le acque. Meglio sarebbe che tutto l' occidente ritornasse al cristianesimo, con una forte identità l' islam non sarebbe una minaccia.
Marco