Una piattaforma petrolifera al largo della costa della Louisiana, nel Golfo del Messico, si è incendiata. I 13 dipendenti che lavoravano sull'impianto si sono gettati in acqua e sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera. Uno di loro è ferito ma non è grave. L'incidente è avvenuto a 80 miglia a sud di Grand Isle, in un impianto della Mariner Energy di Houston. L'incidente non ha provocato nessuna perdita come annunciato inizialmente.

Inizialmente, la Mariner Energy, l'azienda del gruppo Enron, proprietaria della base petrolifera, aveva dichiarato che, al momento dell'incendio, l'impianto era fermo. In seguito, la Guardia Costiera l'ha smentita, poi la società ha rettificato. Il peggio è stato evitato dai dipendenti sopravvissuti che hanno detto di aver azionato il meccanismo di emergenza che chiude il pozzo, subito prima di lasciare la base in fiamme.
La compagnia proprietaria dell'impianto ha inviato sul posto quattro navi che hanno estinto l'incendio sviluppatosi alle 9 locali, cioè alle 16 in Italia.
La piattaforma si trova a 160 km dalle coste della Lousiana e a circa 320 km dalla piattaforma Deepwater Horizon della Bp che, in seguito ad un incidente ad aprile, ha provocato una gigantesca catastrofe ambientale. A differenza della Deepwater, quella della Mariner Energy estrae il greggio in acque "basse", a circa 105 metri di profondità, rispetto ai 1500 metri dell'altra. Ciò significa che un'eventuale operazione di chiusura del pozzo sotto il mare sarebbe stata molto più agevole.
Ultimo aggiornamento ore 23:46
