29/7/2010

Militari morti, si attende rientro

Salme saranno trasferite da Herat

Rientreranno nelle prossime ore dall'Afghanistan i corpi dei due militari italiani rimasti uccisi mercoledì in Afghanistan dallo scoppio di un ordigno rudimentale. Le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis saranno trasferite direttamente in Italia da Herat. Spunta l'ipotesi che il secondo ordigno, quello che ha causato la morte dei due militari, sia stato fatto esplodere a distanza. La Russa: "I prossimi mesi saranno i più pericolosi".

Militari italiani in Afghanistan

A poche ore dall'ennesima tragedia che ha colpito il contingente italiano, gli uomini della Brigata alpina Taurinense sono ancora sotto shock, mentre il generale Claudio Berto e gli ufficiali a lui vicini studiano quanto è successo per capire se vi siano stati errori di procedura. ''Ma i codici applicati in queste circostanze - ha assicurato il maggiore Mario Renna - sono molto collaudati e non credo che vi saranno variazioni''.

I due militari rimasti uccisi, Gigli ed il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, del 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, avrebbero disinnescato un primo ordigno e, successivamente, mentre erano alla ricerca di altri Ied, cioé di bombe improvvisate, c'è stata l'esplosione mortale, ma non è ancora chiaro se questa sia stata innescata da un congegno a distanza, rivelandosi così una trappola, oppure da altre cause. Sulla professionalità di Gigli nessuno dubbio. ''Era uno tra i più bravi artificieri che abbiamo a Torino. Forse il migliore'', ha detto il generale Francesco Figliuolo, che comanda la  Taurinense.

La Russa: "I prossimi mesi i più pericolosi"
Senza nutrire alcun tipo di ripensamento sulla missione in Afghanistan, il ministro della Difesa Ignazio La Russa prevede che i prossimi mesi saranno particolarmente difficili per il contingente italiano. "Questo e il prossimo saranno i mesi più pericolosi", ha detto La Russa al Corriere della Sera, quando erano passate poche ore dalla notizia della morte di due artificieri italiani. "L'estate normalmente è il periodo con il maggior numero di attentati", ha aggiunto il ministro. Nelle prossime ore il ministro riferirà sulla morte dei due militari italiani alla Camera e al Senato.

La Russa: "Volevano uccidere gli italiani"
L'ordigno che ha ucciso il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporal maggiore Pierdavide De Cillis potrebbe essere stato attivato da qualcuno che aveva l'obiettivo di uccidere il maggior numero di militari italiani. E' questa l'ipotesi, secondo quanto ha riferito alla Camera il ministro della Difesa Ignazio La Russa, su cui stanno lavorando i militari per accertare le cause dell'attentato in Afghanistan. "L'ipotesi che deve ancora trovare conferme - ha spiegato il ministro - è che dopo il primo ordigno sia stato fatto esplodere da qualcuno un secondo ordigno, quando i militari presenti nell'area erano di più".

Ultimo aggiornamento ore 19:51


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