23/3/2010

Riforma sanità Usa, oggi la firma

E su Twitter minacce di morte a Obama

A poche ore dalla firma della riforma della sanità Usa, ecco le minacce di morte su Twitter contro Barack Obama. Sono già scattate le indagini su un blogger conservatore, che ha usato il suo account per chiedere di uccidere il presidente. E mentre tutto è pronto per la ratifica ufficiale alla Casa Bianca della nuova legge, il capo dello Stato parte in campagna elettorale per spiegare agli americani il senso epocale della legge approvata da Capitol Hill.

Obama volerà giovedì nello stato del Midwest che nel gennaio 2008 diede il primo imprimatur alla sua corsa per la Casa Bianca, ha annunciato su Twitter il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. Un duplice simbolismo accompagna questo viaggio: proprio a Iowa City nel maggio 2007 Obama presentò il suo piano per la sanità ponendo le basi del movimento di base che otto mesi dopo, a sorpresa, lo portò a vincere i caucus dell'Iowa, punto di inizio delle ultime presidenziali.

Minacce a Barack Obama
Le minacce di morte al presidente intanto sono state riferite dal "New York's Daily News". Un blogger repubblicano ha usato il suo account per chiedere l'uccisione di Obama. "Omicidio, America! Siamo sopravvissuti a quelli di Lincoln e di Kennedy, sicuramente sopravviveremo anche anche una pallottola nella testa di Barack Obama", si legge nel blog. Il portavoce del Secret Service ha commentato che "sui social network abbiamo visto parecchie minacce del genere. L'Abc ha riferito che il blogger è Solly Forrel che si indentifica come "un blogger conservatore e un vero afroamericano" e successivamente ha pubblicato un altro post in cui esorta a uccidere il presidente.

Clima politico avvelenato
Il voto 219 a 212 ha probabilmente salvato la presidenza Obama, ma il lungo anno di battaglie sulla riforma ha messo in luce il nuovo clima politico avvelenato in America. Nessuno dei 178 repubblicani ha detto sì a un piano che si sta facedno da spartiacque di qui alle prossime scadenze elettorali: il 2 novembre per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato, e poi, nel 2012, la corsa per la Casa Bianca.

Due appuntamenti che per i democratici saranno al cardiopalma: la Speaker della Camera Nancy Pelosi, vera artefice del trionfo legislativo di ieri notte, e lo stesso Obama sono ben consapevoli di avere costretto molti "peones" a rischiare il posto votando la riforma.

Mai parlare di un voto "coraggioso" che suggerisce un rischio politico, e potenzialmente una decisione sbagliata, hanno spiegato ai deputati in pericolo i collaboratori del presidente consigliando invece di andar giù duro con fatti e cifre come quelle suggerite a John Boccieri, "peone" traballante dell'Ohio: nel suo distretto 167mila famiglie riceveranno crediti di imposta; 11mila anziani vedranno miglioramenti nel Medicare; 38.500 persone avranno per la prima volta la mutua, tra questi 9.800 che hanno problemi di salute pre-esistenti.

Per i repubblicani, che avevano auspicato una Waterloo di Obama, la sconfitta è stata altrettanto clamorosa anche se i loro leader si sono ripromessi di far sì che per Obama si tratti di una vittoria di Pirro. "Non è detta l'ultima parola", ha minacciato sulla Abc il senatore e rivale di Obama nel 2008 John McCain, secondo cui "una serie di rappresaglie ai seggi e nei tribunali permetteranno di riscrivere la legge" su cui il presidente si accinge a mettere la firma.

Già dieci stati, capofila la Florida, hanno deciso di impugnare come incostituzionale la riforma mentre il partito di minoranza prerpara la battaglia in Senato dove è approdata la legge di accompagnamento della riforma. E tuttavia tra molti repubblicani la batosta ha indotto a un ripensamento: "Abbiamo seguito le voci più radicali del partito e questo ci ha portato a una sconfitta irreversibile", ha detto David Frum, ex speechwriter di George W. Bush.

Colpa dunque delle voci arrabbiate della Fox come Glenn Beck, della pasionaria dell'Alaska Sarah Palin, dei militanti dei Tea Party che hanno preso a sputi e insulti i parlamentari neri fuori da Capitol Hill? Colpa di Randy Negebauer, deputato arrabbiato del Texas, che in aula ha gridato "baby killer" mentre parlava il collega democratico Bart Stupak, l'artefice del compromesso sull'aborto?

Sono in molti a non voler gettare benzina sul fuoco della politica. Tra i democratici nel dopo voto è emersa la necessita' di voltar pagina dall'incandescente soggetto della riforma della mutua, per occuparsi di temi più accessibili come economia e occupazione. Su questi binari, ha spiegato al Wall Street Journal il capo di gabinetto di Obama Rahm Emanuel, si muove anche l'agenda della Casa Bianca: aprile e maggio saranno dedicati alla riforma di Wall Street, per poi passare al settore scuola e al quadro di riferimento dei finanziamenti alla politica dopo la sentenza della Corte Suprema che di recente ha aperto le dighe ai contributi di grande aziende e sindacati.


Ultimo aggiornamento ore 10:07


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