18/3/2010

"Preoccupati per gli insediamenti"

Napolitano su decisione di Israele

"Siamo molto preoccupati per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e per le conseguenze che possono scaturire". A dirlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell'incontro con il presidente siriano, Bashar Al-Assad. Secondo il Capo dello Stato, inoltre, "la restituzione dei territori e la restituzione del Golan" sono "parte del processo di pace".

"Lo stato delle relazioni tra l'Italia e la Siria è eccellente e ci sono ulteriori margini per rafforzarle sul piano economico e culturale", ha affermato il presidente della Repubblica nel corso delle dichiarazioni alla stampa al termine dell'incontro con il presidente siriano Bashar al Assad. Il capo dello Stato ha evidenziato come le relazioni fra i due Paesi "risalgano molto indietro nel tempo" e come però ci sia spazio per "nuovi sviluppi" così come testimoniano anche diversi accordi nell'ambito della Cooperazione. 

"E' parte del processo di pace la restituzione dei territori e la restituzione del Golan", ha precisato Napolitano sulla questione mediorientale, esprimendo preoccupazione "per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e per le conseguenze che possono scaturire". "Sono persuaso che la sola soluzione possibile al conflitto arabo-israeliano sia basato sulla formula due popoli e due Stati", ha spiegato Napolitano, "e cioè il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato indipendente e vitale e quello di Israele a vedere la propria esistenza riconosciuta e a vivere in sicurezza. Di questo quadro fa parte la restituzione del Golan", come anche affrontare "la gravissima situazione umanitaria a Gaza".

Colloqui calorosi quelli con Assad, il quale si vede riconosciuto dalla parte italiana anche una politica volta alla stabilizzazione della regione libanese, "nel pieno reciproco rispetto dell'indipendenza di Siria e Libano".

Israele, razzo uccide bracciante immigrato
Un razzo Qassam sparato da Gaza ha causato un morto nel sud di Israele. Il razzo, secondo quanto riporta Haaretz, ha centrato l'area su cui sorge un kibbutz e ucciso un operaio immigrato di origine thailandese. L'uomo è deceduto nell'infermeria del kibbutz. Il razzo odierno, afferma l'esercito israeliano, e' il terzo in meno di ventiquattr'ore. Una piccola fazione ultraradicale islamica, ispirata apparentemente agli slogan di Al Qaeda, ha  rivendicato dalla Striscia di Gaza il lancio. La rivendicazione, contenuta in un sms destinato ai media la cui attendibilità non è possibile verificare, reca la firma delle 'Brigate di Ansar al-Sunna', una delle sigle della galassia salafita che negli ultimi mesi è entrata in conflitto con Hamas - il movimento islamico nazionale palestinese al potere nella Striscia dal 2007 - da posizioni ancor più integraliste, predicando l'adesione al jihadismo internazionale. Dalla fine dell'operazione Piombo Fuso, con cui nel gennaio del 2009 Israele mise a ferro e fuoco la Striscia, da Gaza sono partiti un centinaio di razzi alla volta del territorio dello Stato ebraico. Nella Striscia è in corso la visita dell'Alto rappresentante per la politica Estera dell'Ue, Catherine Ashton.


Ultimo aggiornamento ore 11:46


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