16/3/2010

M.O., scontri polizia-palestinesi

"Giornata della rabbia" a Gerusalemme

Scontri tra la polizia israeliana e i manifestanti palestinesi a Gerusalemme. Le forze di sicurezza israeliane erano in stato di massima allerta per la "giornata della rabbia" proclamata da Hamas. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz 3mila poliziotti e soldati sono stati dispiegati nei posti di frontiera con la Cisgiordania. Hamas ha proclamato la "giornata della rabbia" in risposta all'inaugurazione della sinagoga Hurva nella Città vecchia.

Lunedì le proteste si erano limitate a lanci di pietre nei pressi del Monte degli Ulivi. Per il quinto giorno consecutivo è stato vietato l'accesso ai fedeli musulmani al Monte del Tempio. La sinagoga di Hurva, uno dei luoghi di culto più importanti per gli ebrei in Palestina prima della creazione dello Stato d'Israele nel 1948, è stata interamente ricostruita 62 anni dopo essere stata distrutta dai giordani in occasione della prima guerra arabo-israeliana.

Nel campo profughi di Shuafat la polizia ha reagito ai giovani che lanciavano pietre sparando proiettili di gomma e granate stordenti. Scontri analoghi sono scoppiati anche in altre zone di Gerusalemme Est. Gli scontri, che vanno avanti da alcune settimane, avvengono sullo sfondo della perdurante tensione politica. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito di nuovo che il piano per costruire 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme est andrà avanti come programmato. Il via libera all'allargamento dell'insediamento, annunciato martedì scorso durante la visita del vicepresidente americano Joe Biden e che ha innescato una profonda crisi tra Washington e lo Stato ebraico, ha infiammato gli animi dei palestinesi.

I timori che Israele voglia entrare nella Spianata
Esiste il timore, ha spiegato lo sceicco Kamal Khatib, che l'inaugurazione nel rione ebraico della Cittù vecchia della sinagoga preluda a un tentativo ebraico di creare una presenza permanente nella Spianata delle moschee.

Di conseguenza il Movimento islamico in Israele ha organizzato convogli per portare gruppi fedeli islamici proprio lì. Ma a quanto pare alcuni autobus diretti a Gerusalemme sono stati fermati in Galilea dalla polizia israeliana e costretti a ritornare indietro.

Nel tentativo di placare i timori islamici, il rabbino capo israeliano Yona Metzger ha negato che esista alcun progetto concreto di edificare una sinagoga nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Ma le sue parole, a quanto pare, non hanno avuto eco nella popolazione palestinese che è preoccupata anche da altre iniziative israeliane. Fra queste l'inclusione di due luoghi di preghiera, la Tomba dei Patriarchi di Hebron e la Tomba di Rachele di Betlemme, nei siti del patrimonio culturale e religioso ebraico da preservare. In entrambi i casi per i musulmani si tratta di moschee a tutti gli effetti.

Emissiario Usa, visita rinviata
L'emissario statunitense per il Medio Oriente George Mitchell ha rinviato con poche ore di preavviso la sua visita in Israele. In un comunicato diffuso dall'ufficio del capo di stato israeliano, si afferma che solo stamane Shimon Peres ha appreso dall'ambasciata americana a Tel Aviv che Mitchell, che era atteso nel suo ufficio nel pomeriggio di martedì, non arriverà per il momento in Israele. La decisione di Mitchell di rinviare la visita, che era legata agli sforzi statunitensi di rilanciare negoziati indiretti israelo-palestinesi, conferma l'asprezza della crisi apertasi fra Israele e Stati Uniti dopo l'annuncio della estensione di un progetto edile nel rione ortodosso ebraico di Ramat Shlomo, a Gerusalemme est.


Ultimo aggiornamento ore 18:23


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