Continua il braccio di ferro tra Israele e Usa sui nuovi insediamenti a Gerusalemme Est. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha infatti annunciato che i progetti di costruzione di alloggi nella parte orientale della città a maggioranza araba andranno avanti anche in futuro. "Questa è la politica di tutti i governi del Paese da 42 anni", ha sottolineato con decisione Netanyahu.

''Le costruzioni a Gerusalemme, come in ogni altro luogo (di Israele) continueranno, secondo quella che è stata la consuetudine negli ultimi 42 anni'', ha tagliato corto Netanyahu rispondendo a un deputato del suo partito (Likud, destra) che, durante una riunione del gruppo parlamentare alla Knesset, lo interrogava su eventuali contraccolpi della crisi in atto con gli Usa e con altri attori della comunità internazionale dopo la contestata autorizzazione da parte del suo governo di un nuovo progetto edilizio a Gerusalemme est.
Analoghe puntualizzazioni il premier le aveva fatte negli ultimi giorni, pur scusandosi con l'amministrazione americana per i tempi dell'annuncio sull'ultimo progetto, coinciso con la visita nella regione del vicepresidente Joe Biden e seguito da manifestazioni di aperta irritazione a Washington.
"Attediamo risposte"
''Israele è e resterà un alleato strategico degli Stati Uniti, ma attendiamo una sua risposta formale'' in merito ai nuovi insediamenti a Gerusalemme est. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Philip Crowley

Ultimo aggiornamento ore 19:20
