11/3/2010

Si impicca per sfuggire ai bulli

Gb, muore a 13 anni perché troppo bella

Questa volta è una ragazzina 13enne a fare piombare il Regno Unito in un doppio orrore. Poppy Bracey si è impiccata nella sua camera da letto ed è stata trovata in fin di vita, da lì la disperata e inutile corsa verso l’ospedale dove è morta poco dopo il ricovero. Ieri gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta, la giovane era vittima di bullismo.

Manchester e l’Inghilterra non riuscivano a spiegarsi come mai una ragazzina di 13 anni avesse potuto premeditare e mettere in atto la propria morte. Un suicidio che ha lasciato tutti sgomenti e che appariva inspiegabile. Poppy non aveva particolari problemi scolastici, era ben voluta da molti ed era graziosa, i suoi pochi anni lasciavano intravvedere che, un giorno, sarebbe stata una donna affascinante e attraente. Ed è stata proprio questa la causa dell’accanimento dei bulli della Lowton High School che hanno deciso di renderla vittima dei loro eccessi a causa del suo aspetto fisico. La ragazza che tutti vorrebbero e che nessuno ha mai avuto, il sogno proibito, un angolo di cielo imperscrutabile.

L’ipotesi del bullismo è la più accreditata dagli inquirenti, che stanno seguendo questa pista per ricostruire l’accaduto. Purtroppo ciò non porterà a nulla, sarà difficile fare in modo che i responsabili vengano perseguiti a norma di legge, si tratta di minorenni che, per quanto perfidi, non hanno mai probabilmente usato violenza fisica su Poppy.

Le autorità investigative hanno deciso di approfondire i reali motivi che hanno portato la giovane al gesto disperato leggendo l’infinità di messaggi, gli estremi saluti, che i compagni le hanno inviato. Tutti fanno riferimento al bullismo, tutti augurano a Poppy di trovare la pace che non le è stata concessa da viva.

John Shanahan, preside della scuola, prende le distanze da tutto, ricorda Poppy dedicandole parole di stima e fa giungere il proprio cordoglio ai famigliari, chiedendo di lasciare alle autorità il tempo necessario di fare chiarezza sull’accaduto.

Le solite frasi di circostanza per cercare di allentare la presa, di distogliere l’attenzione dall’accaduto. In un comunicato pubblicato sul sito web dell’istituto scolastico si legge “lavoriamo duro per garantire alla scuola un clima di reciproco rispetto e di sostegno, la felicità dei nostri studenti è un elemento centrale”.

Così fosse Poppy sarebbe viva. La realtà delle cose è ben più misera. La scuola di oggi, e non è un problema solo inglese, non è più un’istituzione. Le istituzioni, come tali, devono fare passare dei valori che non sono più in grado di insegnare. E non basteranno una, dieci, cento riforme.

Giuditta Mosca


Ultimo aggiornamento ore 11:42


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