11/3/2010

Usa, slitta condanna a morte

Condannato tenta il suicidio

Quello della pena di morte è un tema sempre scottante, benché lontano dai nostri usi e costumi. Oltre l’atto in sé, danno da pensare alcune norme e alcuni cavilli che ruotano attorno all'uccisione voluta dalla legge. In Ohio il condannato deve essere in perfetta salute al momento dell’esecuzione e lo Stato deve curarlo.

L’esecuzione della condanna a morte di Lawrence Reynolds Jr. avrebbe dovuto avere luogo nei giorni scorsi, ma il governatore dello Stato dell’Ohio l’ha fermata non appena informato che l’uomo è stato trovato privo di sensi nella sua cella, dopo avere inghiottito una dose elevatissima di farmaci, lasciando chiaramente intendere si sia trattato di un tentato suicidio. La sentenza di morte è stata emessa nel 1994, al termine di un processo per omicidio, un crimine efferato durante il quale Reynolds ha barbaramente violentato e ucciso una vicina di casa all’epoca 67enne, per racimolare pochi dollari.

L’iniezione letale è stata posticipata al 16 marzo prossimo, in attesa che il condannato venga rimesso in condizioni di salute ottimali.

E se il condannato fosse seriamente malato, a quale punto si arriverebbe? Ci si potrebbe attendere la "grazia" o ci si troverebbe davanti ad un accanimento terapeutico al contrario?

Giuditta Mosca


Ultimo aggiornamento ore 15:05


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