20/11/2009

Battisti, "Attendo rapporto Corte"

Lula: "Poi deciderò su estradizione"

C'è attesa in Brasile per il pronunciamente del presidente brasiliano sul caso Battisti. Luiz Inacio Lula da Silva prenderà la decisione definitiva sull'estradizione in Italia dell'ex terrorista solo dopo aver esaminato la sentenza della Corte Suprema, non ancora depositata, ed essersi consultato con l'Avvocatura Generale dello Stato. "Non si tratta una questione nella quale io possa insinuare quale sarà la mai decisione", ha detto Lula.

Il presidente brasiliano prenderà la decisione definitiva sull'estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Pac Cesare Battisti solo dopo aver esaminato la sentenza della Corte Suprema, non ancora depositata, ed essersi consultato con l'Avvocatura Generale dello Stato. "Non si tratta una questione nella quale io possa insinuare quale sarà la mai decisione: la devo prendere, la prenderò e quando l'avrò presa lo saprà tutta la stampa brasiliana", ha spiegato Lula nel corso di una intervista radiofonica.

In precedenza, il ministro della Giustizia Tarso Genro aveva affermato che il governo brasiliano preferirebbe mantenere Battisti nel Paese "per motivi politici e umanitari", dato il "rafforzarsi del fascismo" in Italia. "L'Italia non è un Paese nazista o fascista, ma si constata un aumento preoccupante del fascismo in una parte della popolazione italiana, anche in settori del governo", ha dichiarato Genro, le cui parole sono state riportate dal quotidiano brasiliano O Estado de Sao Paulo. Secondo Genro la decisione di Lula sarà "solitaria e "sovrana", un "giudizio politico come dirigente della politica estera del Paese", con il solo vincolo di consultare l'Avvocatura Generale dello Stato.

La data per la decisione definitiva sul caso Battisti non è ancora stata fissata. Per sapere la posizione del Brasile sull'estradizione dell'ex terrorista dei Pac occorrerà attendere quanto meno la pubblicazione della sentenza. Intanto i legali di Battisti chiederanno la scarcerazione per amnistia e in seconda battuta è l'ammissione al regime di arresti domiciliari. 

Lula si trova così di fronte al dilemma che avrebbe voluto evitare, a costo di vedersi privato del potere decisionale sull'estradizione affidato all'esecutivo: sfidare la sentenza della Corte innescando un conflitto istituzionale senza precedenti oppure smentire il proprio Ministro della Giustizia, fra i suoi principali collaboratori. Senza contare i rapporti con l'Italia, ragione per la quale i magistrati hanno deciso di lasciare al Presidente l'ultima parola: la questione, ha infatti concluso la Corte, riguarda anche i rapporti diplomatici con un Paese terzo e pertanto è di pertinenza dell'esecutivo.

Ultimo aggiornamento ore 20:15


Windows Live Condividi con Messenger
  • Condividi > 
  • Ok Notizie
  • Delicious
  • Digg
  • Twitter
  • Facebook
  • Google Bookmark
  • Badzu
  • Reddit
  • Technorati
  • Yahoo Bookmark