18/11/2009

Somalia,"E' un'adultera":lapidata

Divorziata condannata da integralisti

Ancora orrore in Somalia, dove la pratica della lapidazione miete sempre più vittime. La tremenda fine è toccata a una donna di vent'anni, divorziata, accusata di adultario. A condannare la giovane un giudice collegato agli 'Shabaab', ritenuti il braccio armato somalo di Al Qaeda. All'esecuzione, avvenuta a Wajid - 400 km da Mogadiscio - hanno assistito duecento persone. Al compagno della donna, 29 anni, celibe, sono state inflitte 100 frustate.

La donna è stata interrata fino al collo e prese a sassate fino a quando non è morta. Prima di esser lapidata, alla donna era stato concesso di mettere al mondo un bimbo frutto della relazione con il 29enne.

Secondo l'applicazione rigida della Sharia, la legge coranica adottata dagli Shabaab, una donna non sposata - seppure divorziata - non può avere rapporti sessuali con un uomo. Se li ha, è ritenuta adultera e condannata alla lapidazione. L'uomo non sposato che ha rapporti sessuali è altresì passibile di 100 frustate.

Sono sempre più numerosi i casi di lapidazione decretati da Corti islamiche in territori sotto il controllo degli Shabaab. Nell'ottobre 2008 a subire il martirio a Chisimaio (estremo sud del Paese) fu una ragazza di 13 anni che era stata violentata. Il 7 novembre scorso la lapidazione per adulterio è toccata ad un uomo a Merka (località portuale a circa 90 km a sud di Mogadiscio). In quest'ultimo caso la compagna dell'uomo fu risparmiata perché incinta: secondo fonti concordi ha poi partorito, il bimbo è stato affidato alla famiglia, e di lei non si hanno più notizie. Il mese scorso, sempre a Merka, altri due uomini sono stati lapidati, ma per presunto spionaggio.

Ultimo aggiornamento ore 17:19


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