Il Trattato di Lisbona che dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2009 è il testo che modifica i trattati istitutivi dell'Unione europea e della Comunità europea, adattando i meccanismi di funzionamento della vecchia Ue alle necessita' di una Unione che oggi conta 27 membri. Di seguito le principali novità previste dal nuovo Trattato.

Presidente del Consiglio: viene creata la figura del Presidente permanente, nominato dal Consiglio europeo, con un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una sola volta.
Alto rappresentante della Politica Estera: "Mister Pesc" è quasi un "ministro degli Esteri" che avrà il duplice "cappello" di vicepresidente della Commissione e capo della diplomazia europea.
Parlamento europeo: attraverso l'estensione del campo di applicazione della codecisione, avrà il potere di bocciare le decisioni di Consiglio e Commissione in settori delicati come la giustizia, l'immigrazione, i trattati internazionali e il bilancio. Gli eurodeputati saranno al massimo 751 (l'Italia passerà da 78 a 73).
Sistema di voto: la necessità dell'unanimità viene fortemente ridimensionata pur rimanendo in alcuni settori chiave, come il fisco e la difesa. Le decisioni nel Consiglio verranno prese con un sistema di voto a doppia maggioranza (55% dei Paesi che rappresentano il 65% della popolazione). Il nuovo metodo entrerà però in vigore in maniera completa solo dal 2017 (dal 2014 in maniera parziale).
Membri della Commissione: dal 2014 non ci sarà più un commissario per Paese, ma un numero pari a due terzi degli Stati membri, che così saranno presenti nell'esecutivo comunitario a rotazione.
Personalità giuridica: per la prima volta nella sua storia, l'Ue avrà una propria personalità giuridica e potrà quindi firmare i Trattati internazionali.
Carta dei diritti fondamentali: incorporata nel Trattato tramite un articolo, diventerà vincolante per tutti, ma non per Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca che hanno chiesto e ottenuto un'esenzione.
Ultimo aggiornamento ore 16:41
