Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, incontrerà il Dalai Lama entro la fine del 2009. Lo ha annunciato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. Secondo quanto riferito dalle autorità statunitensi, la decisione è stata presa di comune accordo con il leader spirituale in esilio, che ha "pienamente appoggiato l'idea di un incontro più avanti quest'anno". Secondo indiscrezioni l'incontro a Washington è saltato per non irritare Pechino.

In questa vicenda, ha aggiunto il portavoce del presidente Usa, la posizione della Casa Bianca è chiara: "una relazione forte degli Stati Uniti con la Cina avvantaggerà il popolo tibetano". Il Dalai Lama si trova in questi giorni a Washington, ma l'entourage del presidente Obama non ha organizzato alcun incontro ufficiale.
Per la prima volta in 18 anni, dunque, la guida spirituale non verrà ricevuta alla Casa Bianca. I motivi alla base della decisione, che negli Usa ha suscitato forti polemiche, sarebbero legati soprattutto all'intenzione di non irritare Pechino. Questa tesi è stata subito smentita da Gibbs, ma i dubbi restano. Grande delusione è stata espressa anche dalle organizzazioni che si battono per i diritti del popolo tibetano, ma la Casa Bianca non ha modificato l'agenda del presidente.
Obama è atteso il mese prossimo a Pechino e forse proprio questo viaggio ha contribuito a rinviare l'incontro con il Dalai Lama, che nel frattempo ha ricevuto un premio per i diritti umani a Capitol Hill, e nel suo intervento ha chiesto agli Stati Uniti di lottare contro la povertà e contro le ineguaglianze.
Ultimo aggiornamento ore 09:14
