Altri dieci casi del visrus A/h1n1 in Emilia-Romagna, la metà dei quali sono adolescenti parmensi di 11 e 12 anni rientrati da un viaggio studio in Irlanda. Lo riferisce la Regione in una nota. Stanno bene, intanto, i 30 ragazzi del Milanese bloccati da qualche giorno in un college di York, in Inghilterra, dove avevano contratto il virus. Mercoledì sera soltanto tre di loro avevano ancora la febbre, che comunque non superava i 38 gradi.
Dieci casi in Emilia Romagna
La Regione in una nota, sottolinea come il periodo estivo, con i viaggi all'estero per le vacanze o i soggiorni studio molto diffusi in questo periodo tra i giovani, sta favorendo l'aumento di casi di nuova influenza. I casi dei cinque ragazzi parmensi, confermati dal laboratorio dell'Istituto di igiene dell'Universita' di Parma, si aggiungono ad altri gia' manifestati a Dublino, mentre per altri ragazzi sono in corso accertamenti. In particolare, l'Asl di Parma e' impegnata a rintracciare le famiglie di tutti i componenti della comitiva, che sono residenti in varie localita' della provincia, per verificarne lo stato di salute. La stessa Azienda ha, inoltre, messo a disposizione un numero di telefono (0521-396479 dalle 8 alle 17.30 e 328-4961739 sabato e domenica) che i familiari degli studenti possono usare per chiedere informazioni o comunicare le condizioni di salute in famiglia.
Presto in Italia 30 ragazzi milanesi
La maggior parte dei ragazzi milanesi contagiati, 25, erano arrivati in Inghilterra per un soggiorno di studio dalla scuola media Fabrizio De' Andre di Peschiera Borromeo, mentre un piccolo gruppo proveniva da San Giuliano, entrambi piccoli paesi del milanese. ''Alcuni di loro - spiega Maurizio Montanelli, responsabile del dipartimento prevenzione della Asl 2 di Milano - avevano sintomi piu' gravi, altri piu' lievi ma ora stanno tutti bene e dovrebbero rientrare domenica. Non e' previsto che siano sottoposti a ulteriore isolamento in Italia''. I ragazzi non sono stati ricoverati, ma sono rimasti ospiti del college. Tutti sono stati sottoposti a trattamenti farmacologici, di vera e propria cura per chi aveva manifestato la malattia in forma conclamata, e di semplice profilassi per gli altri.
Ultimo aggiornamento ore 16:15
