12/7/2009

Vagni, "temevo mi decapitassero"

"Ma sono stato trattato bene"

"I miei sequestratori mi hanno trattato bene, ma ho avuto paura di essere decapitato". Così Eugenio Vagni ha descritto la sua prigionia nelle mani del gruppo islamico Abu Sayyaf. Soprannominato "Apo", un termine locale che sta a indicare rispetto per le persone anziane, l'ingegnere italiano ha raccontato di aver mangiato solo riso e pesce. Nei sei mesi di prigionia ha perso circa 20 Kg.

Il volontario della Croce rossa ha raccontato che i rapitori lo hanno curato quando ha contratto il colera e gli evitavano il trasporto di pesi quando era stanco. Nel descrivere la sua prigionia ha però ammesso di avr vissuto con il timore costante di essere ucciso. "Ho immaginato spesso la mia testa in un grande cesto"; ha raccontato Vagni in un'intervista alla ABS-CBN. Per sopravvivere Vagni ha raccontato di essersi affidato a un "foglietto di carta".

"Per sentirmi vivo annotavo pensieri rivolti a mia moglie, ha spiegato durante il volo che lo ha portato a Zamboanga . Vagni era stato rapito con due colleghi della Croce rossa il 15 gennaio scorso nell'isola di Jolo.

Frattini: "Vagni presto in Italia"
Il rientro in Italia di Eugenio Vagni, liberato dopo sei mesi di prigionia nelle Filippine, potrebbe avvenire nelle prossime ore. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini, precisando però che prima occorrerà valutare le sue condizioni di salute. "Vagni è apparso molto provato, sta bene, ma sotto il profilo emotivo è stato fortemente colpito", ha detto il ministro. "Eugenio tornerà tra una settimana", ha riferito invece il fratello di Vagni.

Ultimo aggiornamento ore 11:13


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