Alla vigilia della Conferenza sulla dichiarazione di Durban che si aprirà lunedì a Ginevra, il Papa chiede un'azione "ferma e concreta, a livello nazionale e internazionale, per prevenire ed eliminare ogni forma di discriminazione e di intolleranza". Lo ha detto dopo il Regina Coeli recitato nel palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha giudicato il summit sul razzismo "un'iniziativa importante".
Papa Ratzinger benedice dunque la Conferenza Internazionale che verificherà il rispetto della "Dichiarazione di Durban del 2001 contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza" che inizierà lunedì a Ginevra, tra molte polemiche, per l'accusa di antisemitismo formulata da Israele e dagli Stati Uniti dalla prima versione del documento preparatorio, dal quale si erano dissociati diversi Paesi, tra cui l'Italia, minacciando di non partecipare al vertice promosso delle Nazioni Unite.
Il documento è stato modifcato radicalmente e il Pontefice auspica che ora "i delegati presenti alla Conferenza di Ginevra lavorino insieme, con spirito di dialogo e di accoglienza reciproca, per mettere fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza, segnando così un passo fondamentale verso l'affermazione del valore universale della dignità dell'uomo e dei suoi diritti, in un orizzonte di rispetto e di giustizia per ogni persona e popolo".
"Si tratta - ha detto il Papa al termine del Regina Caeli recitato a Castelgandolfo - di un'iniziativa importante perché ancora oggi, nonostante gli insegnamenti della storia, si registrano tali deplorevoli fenomeni". "La Dichiarazione di Durban - ha sottolineato - riconosce che 'tutti i popoli e le persone formano una famiglia umana, ricca in diversità. Essi hanno contribuito al progresso della civiltà e delle culture che costituiscono il patrimonio comune dell'umanità… la promozione della tolleranza, del pluralismo e del rispetto può condurre ad una società più inclusiva'".
Secondo Benedetto XVI "a partire da queste affermazioni si richiede un'azione ferma e concreta, a livello nazionale e internazionale, per prevenire ed eliminare ogni forma di discriminazione e di intolleranza. Occorre, soprattutto, una vasta opera di educazione, che esalti la dignità della persona e ne tuteli i diritti fondamentali". "La Chiesa, da parte sua - ha assicurato - ribadisce che solo il riconoscimento della dignità dell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, può costituire un sicuro riferimento per tale impegno. Da questa origine comune, infatti, scaturisce un comune destino dell'umanità, che dovrebbe suscitare in ognuno e in tutti un forte senso di solidarietà e di responsabilità".

Karla