L'ex presidente del Perù, Alberto Fujimori, è stato condannato a 25 anni di carcere per violazione dei diritti uman. Fujimori si è reso complice dei massacri di civili perpetrati dagli squadroni della morte durante la sua presidenza tra il 1991 e il 2000: nelle due incursioni persero la vita 25 persone.
Circa 70.000 persone sono morte in più di 20 anni di conflitti nel paese delle Ande. Fujimori, ora 70enne, ha goduto di un periodo di grande popolarità quando frenò il caos economico che attanagliava il paese e sconfisse l'insurrezione del gruppo di ispirazione maoista, conosciuto come Sendero Luminoso, ma uno scandalo di corruzione fece naufragare il suo governo nel 2000 e lo costrinse all'esilio in Giappone.
Fujimori è stato dichiarato il mandante di due stragi, quella di Barrios Altos nel novembre del 1991 (15 morti) e quella di La Cantuta, nel luglio del 1992 (10 morti), così come di altri delitti attribuiti al "gruppo Colina", uno "squadrone della morte" paramilitare controllato dall'allora presidente.
