28/5/2008

Spot razzista, Media World risponde

Germania,"Italia inventò bici e radio"

La migliora difesa è l'attacco. Così i collaboratori italiani della catena di elettronica Media Markt (in Italia conosciuta come Media World) hanno pagato un'intera pagina di pubblicità per smentire i luoghi comuni e offensivi di una pubblicità dell'azienda trasmessa, e prontamente ritirata, in Germania in vista degli Europei di calcio. Nello spot un tifoso della nazionale italiana era presentato come sciupafemmine e truffatore.

"Se non ci fossero gli italiani, bisognerebbe ancora inventarle", ricorda la pubblicità. E via una serie di invenzioni dell'italico genio, dalla bicicletta alla radio, passando per la Divina Commedia e la Gioconda fino agli occhiali.

Anche l'ambasciatore d'Italia a Berlino, Antonio Puri Purini, non si era divertito molto alla caratterizzazione del tifoso italiano, tanto da inviare una lettera di proteste ufficiale. Il supporter, chiamato casualmente Toni come il centravanti della nazionale azzurra, era descritto secondo i più banali stereotipi anti-italiani: sciupafemmine, occhiali da sole, pelle untuosa, pesante catena d'oro al collo e, per non farsi mancare nulla, capace di truffare perfino gli amici. "Noi compriamo gli arbitri - e poi sorridendo - ma sto scherzando", recitava il Toni "taroccato".

I tedeschi evidentemente non perdono il vizio. Sono passati quasi trent'anni dalla celebre copertina del Der Spiegel. La foto non lasciava dubbi di quel che pensassero i teutonici di noi: una pistola sopra un piatto di spaghetti e anche allora non mancarono le polemiche. Ma forse vale la pena di scomodare Massimo Troisi. "Si è sempre meridionali di qualcuno", rispondeva con saggezza il comico a chi gli ricordava provocatoriamente le sue origini meridionali.