23/3/2008

Create staminali contro Parkinson

Funzionano su topi, in futuro su uomini

Per la prima volta, con la clonazione terapeutica sono state create cellule staminali su misura per curare topi malati di Parkinson.Ancora impossibile traslare la cura sull'uomo, il risultato è però importante perché lascia intravedere la possibilità futura di ottenere staminali su misura di paziente. A rendere pubblica la notizia è stata la rivista Nature Medicine, il traguardo si deve all'equipe di Lorenz Studer di New York.

Una delle cure possibili è quella del Parkinson, causata dalla morte di alcune specifiche cellule cerebrali. La malattia viene curata in alcuni casi con l'impianto di cellule cerebrali da cadaveri o feti abortiti e lo studio del Memorial Sloan-Kettering Institute dinmostra che la clonazione potrebbe fornire cellule migliori, ossia più indicate per la terapia.

L'equipe di Lorenz Studer ha usato il metodo della clonazione con cui nacque la pecora Dolly (trasferimento nucleare da cellule somatiche) per produrre cellule staminali. Trasformate in neuroni e trapiantate nel suo cervello, queste cellule migliorano il quadro della malattia, oggi incurabile, senza problemi di rigetto essendo perfettamente identiche ai neuroni del topolino.

Il metodo consiste nel prendere una cellula dalla coda del topo, isolarne il Dna (il nucleo), introdurlo in una cellula uovo precedentemente enucleata. Poi l'uovo si avvia alle prime fasi di sviluppo embrionale, e allo stadio di blastocisti si raccolgono le staminali embrionali. "Ottenere lo stesso risultato per l'uomo - ha però spiegato Studer - non è semplice; vi è un percorso irto di ostacoli, innanzitutto metodologici, a cominciare dal fatto che finora non è stata dimostrata la possibilità di ottenere staminali embrionali umane con il metodo del trasferimento nucleare". E poi ci sono forti problemi di ordine etico, in quanto ottenere le staminali in questo modo significherebbe comunque creare embrioni umani ad hoc da 'sacrificare' a fini terapeutici.

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COMMENTI

25/03/08

Patrizia

cio' che e' possibile fare per salvare una persona da questa terribile malattia va fatto.Mio padre e' malato grave di Alzheimer e lo so io che cosa vuol dire. Se le staminali un giorno potranno evitare ad un essere umano di ridursi come si e' ridotto mio padre, benedetto chi ha scoperto la cura.
25/03/08

Stefania

FAVOREVOLE
mio papa' e' ammalato, ha solo 67 anni.
25/03/08

DEO

credo che ogni problematica d'ordine etico sia superabile, discutendo nelle opportune sedi tanto della dignità del feto, quanto della dignità del malato.
24/03/08

Luca

E' una notizia che si aspettava da tempo. Le staminali potrebbero risolvere gran parte delle malattie presenti. Anche con il cordone ombelicale si risolverebbe molto...Perchè non fare nulla? Problema etico? Io credo che Dio ci abbia donato l'intelletto non per sostituirci a Lui, ma nemmeno per tenerlo in naftalina subendo dogmi ed imposizioni, contro natura e contro logica. Si "sacrificano" milioni di agnellini ogni Pasqua e non si possono usare "cellule embrionali" altrimenti destinate al nulla
24/03/08

Stefano Giussani

Non vedo in questo nulla di contrario alla morale..
pensate che il Santo Padre Giovanni Paolo II
si sarebbe potuto curare e salvare.