Per la prima volta, con la clonazione terapeutica sono state create cellule staminali su misura per curare topi malati di Parkinson.Ancora impossibile traslare la cura sull'uomo, il risultato è però importante perché lascia intravedere la possibilità futura di ottenere staminali su misura di paziente. A rendere pubblica la notizia è stata la rivista Nature Medicine, il traguardo si deve all'equipe di Lorenz Studer di New York.
Una delle cure possibili è quella del Parkinson, causata dalla morte di alcune specifiche cellule cerebrali. La malattia viene curata in alcuni casi con l'impianto di cellule cerebrali da cadaveri o feti abortiti e lo studio del Memorial Sloan-Kettering Institute dinmostra che la clonazione potrebbe fornire cellule migliori, ossia più indicate per la terapia.
L'equipe di Lorenz Studer ha usato il metodo della clonazione con cui nacque la pecora Dolly (trasferimento nucleare da cellule somatiche) per produrre cellule staminali. Trasformate in neuroni e trapiantate nel suo cervello, queste cellule migliorano il quadro della malattia, oggi incurabile, senza problemi di rigetto essendo perfettamente identiche ai neuroni del topolino.
Il metodo consiste nel prendere una cellula dalla coda del topo, isolarne il Dna (il nucleo), introdurlo in una cellula uovo precedentemente enucleata. Poi l'uovo si avvia alle prime fasi di sviluppo embrionale, e allo stadio di blastocisti si raccolgono le staminali embrionali. "Ottenere lo stesso risultato per l'uomo - ha però spiegato Studer - non è semplice; vi è un percorso irto di ostacoli, innanzitutto metodologici, a cominciare dal fatto che finora non è stata dimostrata la possibilità di ottenere staminali embrionali umane con il metodo del trasferimento nucleare". E poi ci sono forti problemi di ordine etico, in quanto ottenere le staminali in questo modo significherebbe comunque creare embrioni umani ad hoc da 'sacrificare' a fini terapeutici.
Patrizia
Stefania
mio papa' e' ammalato, ha solo 67 anni.
DEO
Luca
Stefano Giussani
pensate che il Santo Padre Giovanni Paolo II
si sarebbe potuto curare e salvare.