Barack Obama ha vinto le primarie democratiche nello Stato del Mississippi battendo la rivale Hillary Clinton. Si tratta della 29ma vittoria per il senatore dell'Illinois in 44 tappe della corsa alla nomination dei democratici per la Casa Bianca. Nel Mississipi, dove oltre la metà degli elettori è afroamericana, sono in ballo 33 delegati. Nella conta totale Obama è in vantaggio con 1.591 delegati, contro i 1.467 di Hillary Clinton.
Ma la partita ormai si giocherà alla convention di Denver, in agosto. Visto che è impossibile che i due candidati riusciranno nelle prossime tappe delle primarie conquistare i 2.025 delegati necessari per la nomination.
Per il senatore nero dell'Illinois è un nuovo successo dopo quello in Wyoming del fine settimana e una nuova iniezione di delegati nella sfida testa a testa contro Hillary Clinton per la nomination presidenziale. "Stiamo dimostrando che c'e' un grande bisogno di cambiamento in questo paese", ha detto Obama dopo la vittoria. Il senatore ha ribadito di ritenere prematuro parlare di una accoppiata presidenziale con la Clinton, ma si e' detto convinto che "il partito alla convention si unirà dietro il candidato che sfiderà i repubblicani".
Le primarie nello Stato della magnolia, del blues e del tragico passato segregazionista, sono state caratterizzate da una netta impronta razziale. In uno degli Stati piu' poveri d'America, con il 36% della popolazione costituito da afroamericani (meta' degli elettori democratici sono neri), Obama secondo gli exit polls si e' aggiudicato il 90% del voto dei neri, ma solo un terzo di quello dei bianchi. Uno scenario che conferma divisioni analoghe in altre primarie del Sud vinte da Obama in South Carolina, Alabama, Georgia e Louisiana.
In palio in Mississippi c'erano 33 delegati, di cui Obama ha vinto la fetta più grossa (i calcoli definitivi richiederanno qualche tempo). Con i successi in Mississippi e in Wyoming, Obama ha praticamente recuperato in termini numerici cio' che aveva perso nel martedi' elettorale della settimana scorsa, quando la Clinton si era imposta in Texas, Ohio e Rhode Island (il senatore si era aggiudicato il Vermont).
Ma l'effetto delle vittorie dell'ex First Lady la settimana scorsa è stato soprattutto psicologico e d'immagine, dando la sensazione di un ritorno a pieno ritmo in corsa della Clinton dopo 12 vittorie consecutive dell'avversario. Wyoming e Mississippi difficilmente cambieranno la percezione di una gara ancora del tutto incerta. E la Clinton conta su un'importante vittoria nella prossima tappa, il 22 aprile in Pennsylvania, uno stato dove ha gia' cominciato a concentrare le proprie risorse.

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