4/2/2008

Usa, febbre per il "super martedì"

Primarie, si voterà in 22 Stati

Negli States si avvicina il "super martedì", quando si voterà in ben 22 Stati per le primarie. Sul fronte repubblicano, se la vedranno il senatore dell'Arizona John McCain e l'ex governatore del Massachussets Mitt Romney: il primo guiderebbe i sondaggi con il 43%, contro il 24% del secondo. Per i democratici in lizza ci sono Hillary Clinton e Barack Obama. Occhi puntati su California e New York, con rispettivamente 370 e 232 delegati.

Hillary Clinton e Barack Obama

Sia a New York (collegio elettorale di Clinton) sia in California, Hillary Clinton pareva imbattibile grazie alla macchina elettorale del marito, agli appoggi dei politici e dell'elettorato ispanico. Adesso Obama giorno dopo giorno erode il divario nei sondaggi. E' stata tuttavia la Clinton il personaggio più menzionato nel corso di questi ultimi giorni di campagna elettorale, anche da parte degli avversari repubblicani che hanno invece pressoché ignorato Obama.

Sia Mitt Romney sia McCain si sono comunque espressi, di fronte ai loro elettori, come se fossero già stati ufficialmente investiti dal loro partito, nonostante l'ultimo sondaggio Gallup premi largamente, per ora, McCaine.

Sul fronte democratico, Barack Obama ha cercato di capitalizzare lostilità repubblicana verso Clinton senza trattarla però da candidata ufficiale del partito. Parlando alla trasmissione "Face the Nation" della Cbs prima di tenere un comizio in Delaware, ha detto "non v'è dubbio che i repubblicani la considerano una figura che divide". Il sottotersto è chiaro: lui, Obama, invece, unirà il paese. In ventimila lo hanno ascoltato a Wilmington, milioni hanno guardato lo spot che ha mandato in onda durante le pause del Superbowl.