Potrebbe essere stata l'interferenza della telefonata da un cellulare con i sistemi informatici dell'aereo a causare l'incidente avvenuto giovedì a Heathrow. Allo scalo londinese un Boeing 777 della British Airways ha compiuto un atterraggio di emergenza dopo che i suoi motori erano improvvisamente andati in tilt. Secondo il tabloid britannico "The Sun" gli investigatori stanno privilegiando la pista dell'errore di comunicazione.
Il quotidiano sostiene che, nel quadro delle indagini, gli inquirenti terranno in considerazione un singolare episodio avvenuto a novembre, e denunciato dalla signora Susan Archibald. La donna aveva composto il numero della British che fornisce informazioni sui bagagli smarriti. Ma, dopo 20 minuti di attesa, è stata messa in comunicazione con la cabina di pilotaggio di un 777 fermo sulla stessa pista dell'incidente di giovedì, pronto al decollo. "Ho sentito un uomo dire: passeggeri ed equipaggio pronti al decollo per questo volo Londra-Los Angeles. Poi la telefonata si è interrotta" ha dichiarato la signora. Dopo l'accaduto, la compagnia British Airways, si era giustificata: "deve esserci stata confusione con un telefonino nella giacca di un pilota".
A bordo "silenzio irreale" e scene di panico
Intanto, cinque giorni dopo l'atterraggio fuori pista, John Coward, il pilota al comando del Boeing 777 della British Airways, ricorda quegli istanti alla tv satellitare britannica Sky News. Il volo Ba 38 proveniente da Pechino ha perso potenza a due miglia (3,2 chilometri circa) dall'atterraggio, lasciando al primo ufficiale pochi secondi per portare l'aeromobile a terra. Tutti i 136 passeggeri si sono salvati e soltanto pochi di loro hanno riportato lesioni di lieve entità. Ma Coward ha temuto che il bilancio sarebbe stato ben peggiore. Parlando dalla casa della madre in Francia, dove si sta riposando, spiega di aver tentato di tutto per tenere il Boeing diritto.
Il responsabile della Ba racconta che quando l'aereo si è fermato c'era a bordo "un silenzio irreale". Successivamente è riuscito a sentire l'equipaggio di cabina che faceva sgomberare i passeggeri e si è reso conto del panico. Poi, quando tutti sono stati raggruppati in un luogo sicuro, si è seduto perchè "aveva svolto il suo lavoro". Coward spiega che i motori avevano completamente perso potenza. Chiarisce di essere stato addestrato a farli ripartire in volo ma non in fase di atterraggio.
Secondo un rapporto iniziale sull'incidente, i due motori non hanno risposto ai comandi per aumentare la spinta in fase di avvicinamento a uno degli aeroporti più affollati del mondo. Il pilota è stato elogiato pubblicamente dal suo capitano Peter Burkill che, come prassi comune, aveva ceduto i comandi al co-pilota prima dell'atterraggio.