Il sindaco di New York Michael Bloomberg, in una intervista all'emittente Usa Nbc, nega di aver aspirazioni presidenziali, nonostante le voci che lo vedevano in corsa per la Casa Bianca. "Farò il sindaco", spiega Bloomberg, a poche ore dai caucus in Iowa, le assemblee politiche di cittadini viste dagli osservatori come prima importante indicazione della sfida finale del 4 novembre.
Bloomberg ha quindi messo a tacere le voci che prevedevano l'annuncio della sua candidatura per lunedì prossimo.
Dopo sei anni trascorsi a fare il sindaco di New York, il politico democratico fino a 2001, poi repubblicano in veste di primo cittadino, ora sembrava attirato dall'idea di una corsa presidenziale come bipartisan. A spingerlo in tal senso si era messo un gruppo di influenti saggi bipartisan, tra i quali l'ex senatore David Boren e il collega Sam Nunn: "Se entro i primi di marzo non avranno formalmente abbracciato un approccio bipartisan per affrontare le sfide fondamentali del Paese chiederemo a Bloomberg di mettersi in pista" aveva detto qualche giorno fa Boren.
Da sindaco Bloomberg si era opposto al commercio delle armi, aveva combattutto contro l'effetto serra, si era schierato con il diritto delle donne nella scelta dell'aborto, a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e si era speso per l'abolizione della pena di morte.
All'ipotesi della discesa in campo dell'ex sindaco miliardario credevano anche i principali quotidiani d'oltreoceano, il New York Times in testa. "I collaboratori di Bloomberg sono convinti di potercela fare e sono pronti a mobilitare un esercito di personale pagato per raccogliere le firme necessarie" aveva scritto il quotidiano.
Per chi spera ancora in lui, tuttavia, non è detta l'ultima parola. Sarà solo dal 5 marzo che gli indipendenti di un terzo partito, oltre ai principali repubblicani e democratici, potranno iniziare a raccogliere adesioni alle petizioni per la candidatura in Texas.