29/12/2007

Bhutto, leader Al Qaeda nega

L'emiro Mehsud: "Noi estranei"

Si è dichiarato estraneo all'omicidio di Benazir Bhutto, uno dei capi della branca pakistana di Al Qaeda, il signore della guerra Baitullah Mehsud, accusato invece dalle autorità del Pakistan di essere il vero mandante del delitto. Una secca smentita è venuta dal medesimo Mehsud, uno degli estremisti islamici più ricercati del Pakistan, stretto alleato dei talebani e auto-proclamato emiro del Waziristan del Sud.

"L'emiro Mehsud non è assolutamente coinvolto in questo attacco, lo nego categoricamente", ha tagliato corto il suo portavoce Maulvi Omar. "I popolo tribali hanno le proprie consuetudini", ha incalzato. "Noi non aggrediamo le donne, non le colpiamo. Si trata invece di una cospirazione del governo del Pakistan, dell'esercito e dei loro servizi segreti".

Invece un alto funzionario del ministero del'Interno di Islamabad, Javed Iqbal Cheema, aveva affermato che l'intelligence pakistana sarebbe in possesso d'intercettazioni telefoniche in grado d'incastrare Mehsud, e più in generale tali da costituire la "prova inconfutabile" del piano messo in atto da Al Qaeda per destabilizzare il Paese: nello specifico, sarebbe stata captata una telefonata con la quale il sedicente emiro sud-waziro elogiava i propri miliziani per aver portato a termine con successo l'uccisione di Bhutto.

Lo stesso Mehsud sarebbe responsabile del primo, duplice attacco dinamitardo ai danni della defunta ex premier, realizzato a Karachi il 18 ottobre scorso, lo stesso giorno in cui Bhutto rientrò in patria dopo oltre otto anni di esilio volontario tra l'Arabia Saudita e Londra: in quell'occasione persero la vita almeno centoquaranta persone, mentre la numero uno dell'opposizione scampo' miracolosamente alla morte.