13/11/2007

Scimmia clonata: "Tocca all'uomo"

Embrioni creati da un'equipe americana

Per la prima volta potrebbero essere stati creati embrioni di scimmia clonati da cellule prelevate dall'animale adulto. La notizia, anticipata dal quotidiano Independent, viene dall'Oregon National Primate Research Centre di Beaverton, negli Usa. Dozzine di embrioni sono stati ottenuti clonando un esemplare di macaco, nessuno dei quali però in grado di crescere in un utero. E' sempre più vicina, dunque, la possibilità di clonare anche l'uomo.

E' un "gigantesco passo avanti" verso la clonazione umana quello fatto da un gruppo di ricercatori statunitensi i quali sono riusciti per la prima volta a creare decine di embrioni clonati da scimmie adulte (Macacus Rhesus). I macachi sono i nostri "cugini" più prossimi. Guidati da Shoukhrat Mitalipov, biologo di origine russa, l'equipe ha sintetizzato il suo lavoro che sarà pubblicato sul settimanale scientifico Nature.

L'informazione circolava già da mesi negli ambienti scientifici ed è stata esplicitamente citata all'interno di un rapporto dell'istituto di ricerca avanzate delle nazioni Unite, reso pubblico sabato scorso. Il quotidiano britannico 'The Independent' ha scritto  che l'autore della ricerca ha precisato che non commentera' il suo lavoro prima che venga pubblicato sulle colonne di Nature. La notizia, comunque, è stata confermata da Alan Trouson della Monash University di Melbourne, uno dei maggiori specialisti delle tecniche di clonazione.

E' la prima volta che gli scienziati riescono a creare embrioni clonati vitali da una scimmia adulta, in questo caso da un macaco 'rhesus' maschio di 10 anni. Nello studio che sarà pubblicato su Nature a fine mese i ricercatori dimostreranno anche di essere stati in grado di estrarre cellule staminali da alcuni degli embrioni clonati e che sono riusciti a stimolare queste cellule embrionali a svilupparsi in laboratorio diventando cellule cardiache e neuroni del cervello.

Si ritiene che i ricercatori dell' 'Oregon National Primate Research Center' di Beaverton,in collaborazione con un gruppo di scienziati in Cina, abbiano anche provato a impiantare circa 100 embrioni clonati negli uteri di una cinquantina di macachi femmina, madri surrogate, ma non siano riusciti a far nascere nessuno esemplare. E' possibile però che si sia trattato solo una caso sfortunato perché, per esempio, per creare il 5 luglio del 1996 la pecora Dolly, primo clone di un mammifero adulto, furono necessari 277 tentativi.

Mitalipov, in attesa di svelare i particolari della ricerca, ha anticipate ai colleghi di un simposio scientifico, qualche mese fa, di essere riuscito a creare due linee di cellule staminali da 20 embrioni clonati e gli esperimenti hanno dimostrato che si tratta di autentici cloni.

Il professor Trounson ha detto che il successo di Mitalipov rappresenta il passo avanti lungamente atteso. Nonostante numerosi tentativi, infatti, nessuno finora era riuscito a produrre embrioni clonati di primati da cellule adulte anche se c'erano stati decine di altre specie. "Questa è la 'prova della validità della teoria' per i primati. I dati di Mitalipov confermano questo: loro hanno le capacità necessarie e ora possiamo andare vanti considerando quello che possiamo raggiungere negli umani".

La scoperta è destinata a suscitare polemiche. Quanti si oppongono alla clonazione sosterranno che la nuova tecnica di manipolazioni degli ovuli di primati, migliorando l'efficienza della clonazione, aumenterà i tentativi di far crescere e distruggere embrioni umani clonati per fini scientifici.