9/10/2007

Maddie, tracce Dna contro genitori

Polizia Gb trova nuovi riscontri

Ci sono nuove tracce di Dna della piccola Maddie che potrebbero incastrare i suoi genitori. Gli esperti britannici ritengono che nuove tracce di Dna fornite loro dalla polizia portoghese indichino un coinvolgimento di Kate e Gerry McCann. I nuovi campioni provengono da materiali prelevati dall'appartamento di Praia da Luz da dove scomparve Madeleine e dall'auto noleggiata. I genitori della piccola annunciano battaglia.

Secondo quanto riferisce il Sun, il laboratorio del Forensic Science Service ha esaminato nuovi campioni di dna, e questi, come i precedenti, darebbero ragione agli inquirenti portoghesi che considerano i McCann sospetti ufficiali per la sparizione di Maddie, il 3 maggio scorso. Fonti britanniche definiscono "giustificata" la scelta delle autorita' lusitane. Tuttavia, nessuna di queste tracce puo' dire se Madeleine sia viva o morta, riferisce il quotidiano.

I test mettono in discussione le spiegazioni offerte dai McCann dopo i primi risultati, che secondo la stampa mostravano minuscole tracce organiche della bambina nella casa e nell'auto. Un portavoce della famiglia ha commentato queste notizie affermando che Kate e Gerry possono fornire "spiegazioni totalmente innocenti su qualsivoglia materiale che la polizia puo' avere o non aver trovato". I McCann si dicono da sempre innocenti, pensano che Maddie sia viva, e chiedono che la polizia si concentri sulle ricerche della bambina, invece che indagare su loro due.

La coppia, riferisce l'Evening Standard, ha inviato gli avvocati in Portogallo per incontrare gli inquirenti portoghesi, nel tentativo di farsi cancellare dalla lista dei sospetti. Parallelamente, i legali dei McCann avrebbero ingaggiato una propria squadra di esperti per esaminare le tracce che sarebbero state prelevate a Praia da Luz. Proprio a questi esperti sarebbe affidato il compito di smontare l'impianto accusatorio che starebbe nascendo dalle nuove analisi di dna.

Intanto un ex poliziotto sudafricano esperto nel ritrovamento di persone scomparse, Daniel Krugel, che afferma di usare una tecnologia segreta, aveva dichiarato di aver individuato la spiaggia dove sarebbe stato sepolto il cadavere della bambina, ma che la polizia portoghese non aveva dato seguito alla sua informazione e alla richiesta di scavare su quella spiaggia.