Sarkozy, il riformatore di ferro
Il candidato di destra partiva favorito
Nicolas Sarkozy, 52 anni, l'uomo forte della destra di Francia è il nuovo presidente francese. Il suo obiettivo, prendere il Paese con la sua immensa amministrazione, il suo assistenzialismo e le sue manifestazioni, con i suoi contributi sociali elevati e le sue 35 ore di lavoro settimanali, e rovesciarlo come un calzino, è di grande ambizione e impatto. Ora spetta a lui mettere in pratica quanto promesso.
Nel 1995 il quarantenne Sarkozy, pupillo del presidente uscente Jacques Chirac e già due volte ministro, si è schierato nella campagna fratricida che aveva spaccato in due la destra francese con il primo ministro Edouard Balladur. Balladur era in testa nei sondaggi e sarebbe dovuto diventare presidente. Solo che invece, al secondo turno, ci sono andati il socialista Lionel Jospin (primo) e il gollista Jacques Chirac (secondo).
Per anni non gli viene chiesto di fare nulla e quindi l'uomo si ritira a fare il sindaco nel suo comune, il più ricco di Francia: Neuilly-Sur-Seine. Il sindaco e deputato diventa anche presidente della Regione del suo comune le Hauts-de-Seine e nel 2002, dopo lo choc del 21 di aprile quando il candidato socialista Lionel Jospin si fa rubare il posto al secondo turno dal nazionalista di destra Jean-Marie Le Pen, ecco che Sarkozy è chiamato di nuovo, da Chirac, al governo.
Sarà ministro dell'Interno, poi dell'economia e quindi ancora dell'Interno e numero due del governo. Ma mai numero uno. Fra un ministero e l'altro, Sarkozy però intanto avvia la sua manovra per impadronirsi del partito di Chirac, ha lanciato una grande campagna di iscrizioni all'Ump, e poi si è presentato davanti ai militanti per farsi osannare presidente al posto di Alain Jupp‚ pupillo prediletto del presidente ma, all'epoca, con qualche problema con la giustizia. Lo stile lo si vede immediatamente: ambizioso e di fretta, nervoso e sempre in azione, sorprendente e spettacolare.
Sarkozy, che nell'estate 2005 deve anche fare i conti con la "separazione" da sua moglie Cecilia (in seguito sarebbe tornata ma le voci sulla realtà della loro relazione e sulle ragioni della sua partenza rimangono molto vivaci sia su Internet che nei rumori di corridoio), parte in campagna.
"Lavorare di più, per guadagnare di più" diventa il suo motto contro le 35 ore e per la liberalizzazione del mercato del lavoro. Oggi propone un contratto di lavoro unico con delle garanzie sociali che aumentano con il passare del tempo e per risolvere il problema dell'integrazione vuole creare un "ministero dell'Immigrazione e dell'identità nazionale".
Chi lo loda sostiene che è il solo ad avere un progetto per riformare la Francia in crisi d'identità. I suoi detrattori lo accusano di rubare il terreno alla destra estrema Fronte Nazionale "lepenizzando" il partito. Il suo slogan di campagna è "Insieme tutto diventa possibile".
Le principali proposte di Sarkozy
- servizio minimo garantito in caso di sciopero nei servizi pubblici
- esenzione fiscale delle ore di straordinario "a partire dalla prossima estate"
- contratto di lavoro unico a tempo indeterminato
- soppressione dei diritti di successione e di donazione per i patrimoni piccoli e medi
- riforma nel 2008 dei regimi pensionistici speciali
- tassa sulle cure sanitarie
- creazione di un Ministero per l'Immigrazione e l'Identità nazionale
- pene aggravate per i recidivi ed eliminazione dell'attenuante per minore età
- adozione entro il 2009 di un "Trattato europeo semplificato" limitato alle questioni istituzionali

