Foto morente Diana,Al Fayed furioso
Collera contro settimanale "Chi"
A nove anni dal tragico incidente sotto il ponte dell'Alma a Parigi, ora è la foto di Diana morente, pubblicata dal settimanale Chi, a far infuriare la stampa britannica e Mohammed Al Fayed, il cui figlio Dodi morì con la principessa. La notizia della pubblicazione è sulle prime pagine di tutti i giornali, che criticano con toni indignati la decisione del giornale italiano. Il magnate egiziano si è detto rattristato e furioso.
E così il Regno Unito si è svegliato con l'indignazione sulle pagine dei tabloid: Sun, Daily Mirror e Daily Express, tutti deplorano la decisione del settimanale italiano di pubblicare le foto di Diana. "Hanno pensato solo a fare soldi senza vergognarsi e senza curarsi dei sentimenti di chi amava la principessa, a cominciare dai suoi figli", ha affermato il magnate proprietario dei magazzini Harrods. Clarence House, l'ufficio del principe di Galles, non ha voluto fare commenti, ma una fonte interna ha riferito a Daily Express che Carlo non esclude di intentare una causa al giornale italiano.
Intanto il fotografo londinese Kim Knott, che in un'anticipazione pubblicata mercoledì dal Corriere della Sera viene erroneamente indicato come l'autore della foto, smentisce decisamente e si dice oltraggiato. "Il mio solo contatto con Diana è stato quando mi chiese di fotografarla per la cartolina di Natale. Non posso credere che il mio nome in Italia sia stato collegato a queste terribili cose", ha detto a Daily Express.
Anche i principi William e Harry sono "profondamente addolorati" per la foto della loro mamma morente pubblicata dal settimanale italiano 'Chi'. E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa dai figli di Diana: "A seguito della pubblicazione in una rivista italiana di materiale relativo alla morte di nostra madre, ci sentiamo profondamente addolorati che si sia scesi così in basso", si legge nella dichiarazione diffusa da William ed Harry.
"Malgrado il sostegno mostrato a noi e alla memoria di nostra madre da così tanta gente nel corso degli ultimi otto anni, sentiamo - prosegue la dichiarazione - che come suoi figli avremmo adesso mancato al nostro dovere verso di lei se non l'avessimo protetta come un tempo lei fece con noi. Per questo facciamo appello a tutte le forme di media nel mondo perché si rendano pienamente conto che la pubblicazione di tale materiale ferisce grandemente noi, nostro padre, la famiglia di nostra madre e tutti quelli che l'hanno amata e rispettata".

