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8/11/2005

Somalia, armi sonar contro i pirati

Difesa usata da nave in crociera

Sabato scorso una nave da crociera americana è stata attaccata da due navi pirata lungo la costa della Somalia. Per respingere l'assalto sono state impiegate armi soniche: dispositivi in grado di indirizzare con precisione un potentissimo segnale sonoro, talmente fastidioso da inibire qualsiasi gesto. La nave crociera si trova ora all'ancora nel porto di Mahe, alle Seychelles.

La Seabourn Spirit, nave da crociera della Miami Seaburn Cruise Line sabato mattina all'alba stava terminando un viaggio di sedici giorni, partito da Alessandria d'Egitto, costeggiando le coste della Somalia a circa 160 km dalle coste non sottoposte ad alcuna legge, quando è stata avvicinata da due navi pirata che hanno aperto il fuoco.

Per respingere l'attacco, l'equipaggio della nave ha utilizzato armi soniche, delle "super-trombe" che emettono un fortissimo suono acuto, simile a quello degli allarmi domestici, solo molto più forte e decisamente più fastidioso. Questi dispositivi, conosciuti con il nome di LRAD (Long Range Acoustic Device), e definite "armi non letali", sono state sviluppate per uso militare dopo l'attacco all'USS Cole nello Yemen. Le armi soniche sono finora state utilizzate anche e soprattutto per far sì che le piccole imbarcazioni non tentassero di avvicinarsi alle navi da guerra americane. Oltre a utilizzare le "super-trombe", la Seabourn Spirit ha anche invertito velocemente la propria rotta e aumentato la velocità per sfuggire all'attacco dei pirati.

Secondo quanto riportato dai passeggeri, le due navi pirata avrebbero utilizzato bazooka, granate e fucili per attaccare la nave crociera. Nessuno degli assalitori è riuscito ad avvicinarsi a sufficienza alla Seabourn da riuscire ad arrembare la nave, tuttavia uno dei 161 membri dell'equipaggio è rimasto lievemente ferito.

Una donna, ha raccontato uno dei passeggeri, è sopravvissuta a un'esplosione nella sua cabina, perché stava facendo il bagno in quel momento; e molti passeggeri si sono gettati a terra per evitare i proiettili che piovevano sulla nave da ogni direzione.

Al termine dell'attacco i passeggeri, un po' storditi dai metodi utilizzati per respingere i pirati, ma felici di essere ancora vivi, hanno fatto rotta verso le acque dell'Oceano Indiano, alla volta delle coste sicure delle Seychelles.