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8/7/2005

"L'attacco a Londra non ci piega"

Il giorno dopo sulla stampa britannica

Ventiquattro ore dopo l'attacco a Londra, i sentimenti che traspaiono dalle prime pagine dei giornali britannici sono orrore, rabbia e sdegno. Ma anche, e soprattutto, la fierezza di un Paese che non si piega, di una nazione determinata ad affrontare la propria battaglia con anche maggiore determinazione. "Il nostro spirito non sarà mai distrutto", titola ad esempio il tabloid scandalistico Sun.

Per il quotidiano l'attacco è stato "il peggiore dalla fine della Seconda Guerra mondiale", ma il terrorismo non piegherà il Paese, rendendolo invece "ancor più determinato nel fare in modo che non vincano mai coloro che attentano allo stile di vita" occidentale. "Se i terroristi vogliono la lotta, l'avranno", promette il Sun in un editoriale. E ricordando gli attacchi di New York e di Washington del 2001, il giornale si riferisce a quelli di Londra come all'"11 settembre britannico".

Il Times, invece, pubblica solo una data nel titolo di apertura: "7/7". E nell'articolo di fondo, il quotidiano esprime "ripugnanza e determinazione", spiegando che "nonostante lo shock, l'orrore e l'oltraggio, la calma dimostrata dalla città è stata esemplare". In prima pagina una foto, la stessa riportata anche dai quotidiani italiani, che ritrae un giovane che aiuta una donna anziana che si copre il volto con una maschera bianca. La medesima immagine che si trova sulla prima pagina del Daily Telegraph, che titola "Al Qaeda porta il terrore nel cuore di Londra".

Il Guardian, invece, sottolinea il repentino passaggio dall'atmosfera di festeggiamenti di mercoledi' per l'assegnazione a Londra delle Olimpiadi del 2012 ai 56 minuti di orrore di giovedì. L'altra testata di sinistra, l'Independent, avverte invece che non bisogna fare in modo che "questa atrocità insidino una società aperta" come quella britannica. E quindi il quotidiano sconsiglia il governo di Tony Blair dal prendere a prestesto gli attacchi per inasprire le leggi che regolano l'immigrazione.