Italiana ferita: salva per miracolo
"Sono uscita dal bus giusto in tempo"
Stava andando a lavoro come ogni mattina, quando l'esplosione improvvisa dell'autobus sul quale viaggiava l'ha scaraventata a terra. Quando ha riaperto gli occhi, alcuni istanti dopo aver perso i sensi, ha visto intorno a sè persone schiacciate sotto il peso del pullman dilaniato. Pochi attimi che sono serviti a salvarle la vita. Ilaria Cella, 33 anni di Piacenza, che vive e lavora a Londra da 5 anni, si sente una miracolata.

E' una dei due connazionali rimasti conivolti nella serie di attentati che hanno colpito la capitale britannica. Ancora incredula per la buona sorte che l'ha risparmiata, ha raccontato la propria tragica esperienza al quotidano Libero.
"Non ho parole per commentare ciò che mi è successo perchè è stato tutto molto rapido- racconta - E' stato terribile. Un attimo dopo il fragore dello scoppio mi sono trovata scaraventata a terra, in mezzo a decine di feriti. Ho perso i sensi, ma poi mi sono ripresa subito, giusto in tempo per uscire dal pullman che si è accortacciato su se stesso improgionando e schiacciando molte persone".
Ilaria non sa come sia riuscita a scuotersi proprio nel momento decisivo, se sia stata solo fortuna, ha solo la consapevolezza di essere riuscita a sfuggire a un sorte terribile: "Sono un pò ammaccata - racconta- ma posso dire che mi è andata molto bene. Miracolata? Non lo so, ma diciamo che mi è andata molto meglio di tanti altri".
Una milanese racconta: "C'era un silenzio surreale"
E' il racconto di una 31enne che studia da qualche mese a Londra: "All'inizio non mi ero accorta di niente, mi ha svegliato una telefonata dei miei genitori che volevano sapere come stavo. Sono uscita per vedere la situazione. C'era un gran caos. La zona era appena stata transennata e i soccorsi dovevano ancora arrivare. C'era gente che usciva dalla metropolitana coperta di sangue e terra, ma uscivano tutti da soli. A poco a poco qualcuno ha iniziato a portare soccorso dal College con acqua, materassi e coperte. Vivo in una zona universitaria e così, dalla facoltà di medicina, sono arrivati anche alcuni medici". "Il pomeriggio è stato surreale- racconta ancora la studentessa- non c'era nessuno per le strade. Stamattina è ripartito tutto come se niente fosse. Del resto- conclude- sono inglesi".
