Londra:la paura raccontata sui blog
Gli italiani hanno comunicato così
Centoquindicimila. Sono gli italiani che vivono a Londra, molti di loro stavano andando a lavoro, quando sono esplose le bombe che hanno colpito metropolitane e autobus. La maggior parte di loro, per fortuna, ha visto la tragedia passargli accanto senza travolgerli. Hanno provato ad avvertire parenti ed amici, a comunicare la loro angoscia, ma i telefoni erano in tilt. Allora hanno usato i blog, i diari on-line, per raccontare la cronaca di ore drammatiche, per sfogare lo choc.

Vere e proprie testimonianze in tempo reale, dai primi momenti dopo le esplosioni fino al tanto sperato "sto bene".
"Per amici e parenti: io sto bene- racconta una cittadina italiana dal blog Euson station- sono arrivata ora in ufficio. 11.08: non si riesce a chiamare. Gli sms invece funzionano. Ne approfitto per fare sapere ai familiati del blogger hoxtonsqare.blogspot.com, nel caso leggesseo qui, che lui sta bene, mi ha appena inviato un sms, ma non riesce a chiamare l'Italia".
La blogger ospita anche i commenti di altri italiani: "Stavo prendendo la metropolitana alle 9 a sud di Londra, si sente un avviso: il servizio è sospeso fino a 3 stazioni a nord per un incidente. Vado a prendere l'autobus. Ad un certo punto il conducente riceve una chiamata e ci spiega: c'è stato un problema elettrico a Liverpool Street, e dunque tutta la metro è ferma. E dunque il bus si ferma qui. Strano, dico...se non c'è la metropolitana i bus dovrebbero continuare. Prendo un altro bus, e di nuovo dice 'tutti i bus sono bloccati'. Comincio a sospettare qualcosa".
Nelle sue parole anche il disorientamento e la paura: "11.16: qui la foto del bus devastato dall'esplosione. La strada è Woburn Place, esattamente la parallela a Bedford Way dove si trova l'ufficio dove sto scrivendo. 11.49: ancora sirene di ambulanze che vanno e vengono. In realtà ho paura che uscendo non mi facciano più tornare indietro. E comunque le istruzioni sono di non muoversi. Fà un pò impressione però essere bloccati qui, in mezzo a questo silenzio".
Dalla rete, anche piccole storie andate a buon fine: "Sono triste, mio fratello è andato a cercarsi un lavoretto estivo per pagarsi l'università" Poi, la buona notizia: "Mio fratello è vivo, ora è per le strade di Londra e non sa come e quando tornerà a casa. Aveva un colloquio di lavoro...ma ora non sa che fare".
