Scelli: forse trovato corpo Baldoni
Si attende il test del Dna
Il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Maurizio Scelli, ha consegnato alla Procura di Roma materiale organico che potrebbe appartenere ad Enzo Baldoni, il giornalista freelance assassinato lo scorso agosto in Iraq. Il resto del corpo è rimasto in Iraq, in attesa dei test del Dna previsti per sabato 11 e domenica 12 giugno. Sulla vicenda la procura mantiene uno stretto riserbo.
Secondo quanto si è appreso, sono stati i contatti locali ad aver portato al ritrovamento di ciò che si ritiene siano i resti dell'italiano ucciso. Questi contatti si dicono "convinti" che quei resti appartengono a Baldoni. Scelli era partito per l'Iraq tre giorni fa. La Croce Rossa Italiana continua la sua azione umanitaria a Baghdad, dove gestisce da maggio 2003 l'ospedale Medical City. Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, contattato sulla vicenda si è limitato a dire: "Chiedete alla Procura". Alle richieste di informazioni più dettagliate di quanto si è appreso finora, Scelli, non ha voluto fornire alcun altro particolare.
Anche Antonio Baldoni, padre di Enzo, è stato colto alla sprovvista dalla notizia del presunto recupero dei resti del figlio. "E' due giorni che non esco da casa per motivi di salute - dice Antonio Baldoni - sentirò adesso se ne sa qualcosa la vedova di Enzo, che abita a Milano". Ai cronisti, il padre del giornalista ucciso dall'Esercito Islamico ribadisce un suo "timore", e cioè che "di come sono andate le cose, non sapremo mai nulla". Sin dai primi momenti dopo il rapimento di Baldoni, la famiglia aveva tenuto contatti serrati con la Croce Rossa e con Maurizio Scelli, contatti che sono proseguiti anche in questi mesi. "Vedremo...", ha invece commentato Sandro Baldoni, uno dei fratelli di Enzo. Lasciando trasparire una forte emozione, Sandro (che vive a Roma e fa il regista), aggiunge soltanto che questo, per la sua famiglia, "è un momento particolare".
