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22/4/2005

Spagna, vescovi: no a nozze tra gay

Nota congiunta: contro il bene comune

Dura presa di posizione della Conferenza episcopale spagnola sul "Disegno di legge di Riforma del Codice Civile" che permette il matrimonio omosessuale, approvato in Spagna dal Congresso. I vescovi iberici in una nota congiunta affermano che si tratta di una "legge radicalmente ingiusta e dannosa al bene comune" e presuppone l'introduzione di "un pericoloso fattore di dissoluzione del matrimonio".

Nel documento chiamato Di fronte alla discussione parlamentare di una Legge ingiusta sul matrimonio i vescovi spagnoli affermano che "non è giusto che due persone dello stesso sesso pretendano di sposarsi - affermano i vescovi - Che le leggi li ostacolino non suppone alcuna discriminazione. Invece sarebbe ingiusto e discriminatorio che il vero matrimonio fosse trattato come un'unione di persone dello stesso sesso".

Ricordano i vescovi nella nota, che le persone omosessuali, "come tutti, sono dotate della dignità inalienabile che corrisponde ad ogni essere umano". Pertanto non possono essere sottovalutate o discriminate e godono degli stessi diritti di qualsiasi essere umano. Ma contemporaneamente, hanno "il dovere di ricordare che il matrimonio può essere contratto soltanto da persone di diverso sesso" e che "persone dello stesso sesso non hanno nessun diritto a contrarre matrimonio tra loro". Pertanto, secondo i vescovi, "lo Stato non può riconoscere questo diritto inesistente se non agendo in modo arbitrario, che travalica le sue competenze e che danneggerà senza dubbio molto seriamente il bene comune." 

I vescovi alludono alle ragioni antropologiche, sociali e giuridiche che avallano queste posizioni. "Il matrimonio, come espressione istituzionale dell'amore dei coniugi che si realizzano come persone e che generano ed educano i loro figli, è la base insostituibile della crescita e della stabilità della societa"', perciò "equiparare le unioni omosessuali ai veri matrimoni è introdurre un pericoloso fattore di dissoluzione dell'istituzione matrimoniale e con essa, del giusto ordine sociale".

In particolare, il testo modifica il Codice Civile in 16 articoli, ma i principali cambiamenti si basano sulla sostituzione delle parole "marito" e "moglie" con "coniugi" e le parole "padre, madre" con "progenitori". Amplia anche l'articolo 44 con la seguente affermazione: "Il matrimonio avrà gli stessi requisiti ed effetti quando entrambi gli sposi siano dello stesso sesso o di differente sesso". Con questa affermazione si dà il via libera alla possibilità di adottare minori, che costituisce uno dei punti più critici del progetto. 

E' stata anche approvata la modifica del Codice Civile per l'agevolazione dei processi di separazione e divorzio, secondo la quale non sarà necessario la separazione previa per procedere al divorzio ed inoltre basta che uno dei coniugi non desideri la continuazione del matrimonio affinchè possa chiedere il divorzio, senza che l'altro possa opporsi.