Il terzo incomodo
Ralph Nader, l'amico degli islamici
Ralph Nader è il terzo incomodo di queste elezioni presidenziali 2004. Non sembrano essere in molti a saperlo, soprattutto fuori dagli States, ma Nader partecipa alle presidenziali e rischia anche di disturbare uno dei due candidati principali Nonostante gli Usa siano infatti spaccati sui due fronti Bush-Kerry, in almeno nove stati i suoi voti possono influenzare il risultato finale. In Colorado, Florida, Iowa, Minnesota, Nevada, New Hampshire, New Mexico e Wisconsin, il candidato indipendente potrebbe agevolare la vittoria di Bush rubando voti a John Kerry.

Nato nel Connecticut nel 1934 da una famiglia di immigranti libanesi, Ralph Nader si è laureato in legge ad Harvard nel 1958.
Si trasferisce a Washington nel 1963 dove ottiene un lavoro per Daniel Patrick Moynihan, membro del gabinetto di J.F Kennedy. Scrive inoltre come freelance su The Nation e su The Christian Science Monitor e promuove l'istituzione di una sottocommissione in Senato per la sicurezza delle auto. Nel 1965 pubblica uno studio dal titolo «Unsafe at Any Speed», in cui sostiene che molte automobili americane, e specialmente quelle della General Motors, sono strutturalmente difettose. Da allora Nader ha fondato alcune tra le più conosciute associazioni per i diritti dei consumatori, incluse: Public Citizen, Public Interest Research Group, Center for Auto Safety, Clean Water Action Project, Disability Rights Center.Ha partecipato alle ultime due elezioni presidenziali per il partito dei Verdi non riuscendo però a raccogliere più del 3% dei voti.
All'apparenza i democratici non sembrano preoccuparsi troppo di un concorrente molto meno ricco, con alle spalle una campagna elettorale di entità limitata, ma in realtà sanno benissimo che i voti raccolti dal l'indipendente possono fare la differenza, come è successo in Florida nel 2000 quando Nader ha raccolto 97.488 voti permettendo a Bush di battere Gore per sole 537 preferenze. Quest'anno, però, una decisione della Corte suprema lo ha escluso sia dalle schede dell’Ohio che della Pennsylvania.
L'avvocato Nader, diventato famoso grazie ad alcuni processo dove è apparso come difensore delle cause sociali, nega che il suo partito stia ostacolando Kerry, e afferma che alcuni sondaggi fatti dalla società Zogby dimostrano invece che anche dalle file dei repubblicani alcuni sceglieranno di votare per lui. Nader si candidò già nel 2000 e i voti per il suo partito arrivavarono da un pubblico equamente diviso in uomini e donne, bianchi, colti e di tendenza liberal. Oggi, le cose sono leggermente cambiate e la sua base è composta maggiormente da uomini della classe operaia, bianchi, con tendenze populiste, arrabbiati per i costi dell'assistenza sanitaria e fortemente contrari all'intervento in Iraq.
Per queste presidenziali Nader ha già fatto sapere che si giocherà la "carta islamica". Secondo il candidato indipendente, infatti, repubblicani e democratici non stanno facendo nulla per salvaguardare gli interessi della popolazione di religione musulmana e per questo, se vogliono che le proprie ragioni vengano ascoltate al Congresso, le comunità islamiche degli Stati Uniti devono convogliare su di lui il loro voto. E se si considera che sono oltre1,5 milioni gli americani di religione musulmana che il 2 novembre si recheranno alle urne per votare il nuovo presidente americano, si capisce bene perchè Nader abbia scelto questo tipo di strategia elettorale. Il voto islamico potrebbe dunque rivelarsi fondamentale nello Stato della Florida, che nel 2000 è costato la vittoria al candidato democratico Al Gore.
