"Non voglio parlare di riscatto"
Scelli:"False notizie da giornali"
"Non voglio sentire parlare di riscatto". Così il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, affronta la questione più delicata della vicenda. Scelli ha poi parlato della liberazione delle Simone: "Sono stato per otto ore in una stanza ad attendere i quattro ostaggi". Il commissario della Cri dice di aver atteso le giovani con un mediatore per poi raggiungerle alla moschea. Sul posto c'era un operatore televisivo di Al Jazeera.

Sul riscatto Scelli è perentorio: "E' un discorso che non voglio sia toccato perché è un attentato alla vita di 25 persone che stanno curando 300 persone al giorno, oltre che alla mia persona. Mi metterebbe in condizione di perdere la neutralita'". Scelli ha poi aggiunto: "Mi pare che il giornale del Kuwait abbia detto una serie di stupidaggini che alla fine non si sono rivelate vere. E' troppo
facile dire entro venerdì ci sarà la liberazione: allora tutto è casuale. Noi - ha aggiunto - abbiamo documentato tutta una serie di attività, fatti e contatti".
Il racconto di Scelli non ha però dissipato tutti gli interrogativi sulla vicenda della liberazione. Il commissario della Croce rossa non sa spiegare come mai nel luogo della liberazione vi fosse una troupe di Al Jazeera per riprendere l'arrivo delle due Simone.
Scelli parla soltanto della sua missione, iniziata martedì all'alba quando è partito da Ciampino. Il responsabile della Cri ha trascorso 18 ore a Baghdad in compagnia di un mediatore iracheno e di un collaboratore che lo hanno accompagnato sul posto della liberazione dopo avere avuto le indicazioni. Racconta delle otto ore trascorse in una stanza nell'attesa di avere informazioni utili per incontrare le due giovani volontarie.
Scelli ha inoltre detto che il rilascio delle giovani è stato reso possibile anche "a fronte dell'impegno di restare in Iraq e potenziare le nostre attività anche se questo comporta un rischio per la nostra vita". Il commissario dice di essere in possesso di un documento, letto anche da Al Jazeera, in cui si afferma che "gli ostaggi sono stati liberati e consegnati alla croce Rossa Italiana, in particolare a Maurizio Scelli, per tutto quello che di buono ha potuto fare per la popolazione irachena".
Sul riscatto pagato, Scelli ha invitato a non fare polemiche perché la posizione della Cri "è chiara". Inoltre, il commissario straordinario ha aggiunto che la consegna era stata "preparata a monte". I giornalisti gli hanno quindi fatto notare che Berlusconi ha parlato di 16 contatti. "Io conosco il mio" ha risposto.
Durante i ventuno giorni del sequestro, alle due volontarie italiane sono mancate soprattutto la televisione e la musica. Scelli ha confermato che le due giovani sono state trattate bene e che, compatibilmente con il loro stato di rapite, non hanno avuto particolari problemi. Le due Simone hanno avuto paura soltanto poco prima della notizia apparsa su un sito internet che riferiva della loro morte. Probabilmente, ha spiegato Scelli, giorni prima devono aver avuto qualche avvisaglia. Le due ragazze sono state sempre sdraiate in terra, in una stanza, ha concluso Scelli.
