"Liberazione unica notizia attesa"
Un Ponte per Baghdad: "Grazie a tutti"
Grande gioia a "Un Ponte per Baghdad" dopo la notizia della liberazione di Simona Pari e Simona Torretta. "L'unica notizia che aspettavamo è arrivata. Ci sarà tempo per ricostruire, ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo a musulmano che ovunque, ed in Iraq, si è mobilitato in modo corale", si legge in una nota dell'organizzazione non governativa italiana.

"E' la fine di una grande tensione e per festeggiare questa sera alle 20 ci troviamo tutti in piazza Nettuno finalmente per un incontro gioioso": appena appresa la notizia della liberazione, Sergio Coronica, responsabile di "Un ponte per..." a Bologna e grande amico di Simona Pari, non si è più staccato dal telefono per organizzare la festa della città dove Simona vive e ha studiato. "Lei è ancora in volo per tornare a casa, ma questo è solo un assaggio. Spero di vederla già domani mattina a Roma, se i suoi genitori non l'avranno già portata a Rimini questa notte", dice Coronica, che in questi 21 giorni di prigionia delle sue amiche Simona Pari e Simona Torretta ha seguito ora per ora gli sviluppi della situazione. "Negli ultimi giorni avevamo avuto segnali positivi dalla gente di Baghdad e ci speravamo, ma adesso finalmente sappiamo che è vero".
"Vorremmo sperare che anche la liberazione delle margherite - auspica l'associazione - possa essere una metafora della fine della guerra e dell'occupazione, che possa prevalere anche per tutti gli iracheni la linea del dialogo e che tacciano le armi". "Molti", si legge in una nota, "sono stati partecipi seguendo la linea del dialogo e della collaborazione. Abbiamo detto all'inizio di questa vicenda che il rapimento dei nostri quattro operatori di pace era una metafora della guerra. Che in Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi, della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli".
"Un ponte per...", l'organizzazione non governativa per la quale lavorano Simona Torretta e Simona Pari nasce nel 1991, subito dopo la fine dei bombardamenti sull'Iraq. L'associazione promuove da allora iniziative di solidarietà a favore della popolazione irachena. Lo scopo è la prevenzione di nuovi conflitti attraverso campagne di sensibilizzazione, incremento di scambi culturali, relazioni di amicizia e di cooperazione allo sviluppo. "Un Ponte per..." attua interventi di solidarietà concreta verso le popolazioni colpite, costruendo legami tra la società italiana e le società dei paesi in cui opera.
In Iraq, in particolare, l'Ong ha realizzato diversi progetti di aiuto nel campo sanitario, della depurazione delle acque e nel campo educativo, in collaborazione con la Mezza Luna Rossa Irachena (IRCS), con agenzie dell'Onu e dell'Unione Europea. Il lavoro è stato svolto durante l'intero periodo dell'embargo e sotto i bombardamenti del 2003, realizzando interventi di emergenza nelle aree più colpite dalla guerra. Al termine del conflitto, accanto agli interventi umanitari, "Un ponte per..." ha sostenuto, come continua a fare, lo sviluppo della società civile irachena. Operatori dell'organizzazione umanitaria sono attivi anche nei Balcani, in Libano e in Turchia. La loro opera si basa principalmente sul lavoro volontario dei soci ed è finanziata con campagne pubbliche di raccolta fondi e contributi di Enti locali.
