Spagna, vincono i socialisti
A sorpresa trionfa Zapatero
I socialisti del Psoe hanno vinto le elezioni in Spagna. Lo ammette anche il ministero degli Interni. Il partito guidato da Zapatero si attesta attorno al 43 per cento dei voti e stacca i popolari fermi attorno al 36 per cento. I socialisti hanno annunciato la vittoria e affermato di essere pronti a governare. I popolari, dal canto loro, ammettono la sconfitta e fanno gli auguri agli avversari vincenti.

Le previsioni della vigilia, che volevano i popolari in forte vantaggio, non sono quindi state rispettate. L'opinione manifestata a caldo dagli osservatori e' che il voto, nonostante l'appello contrario dei partiti, e' stato fortemente influenzato dalla strage terrorista di tre giorni fa che ha provocato 200 morti.
Potrebbe avere pesato sul voto lo scivolone del governo avvenuto nelle 36 ore dopo l'attentato. Le prime dichiarazioni sulla responsabilità dell'Eta negli attacchi di Madrid e poi la retromarcia di Aznar avrebbero infastidito non poco una certa fetta di elettorato. E così si è consumato lo psicodramma di Aznar e del suo successore Rajoy che in poche ore hanno visto sfumare il progetto della continuità di governo.
Aznar, attraverso il suo portavoce si è visto costretto a fare i complimenti ai nuovi inquilini del palazzo augurando loro di ben governare. Il delfino Rajoy, fino a giovedì scorso, grande favorito alla successione del premier, ha ammesso la sconfitta.
Sul fronte dei vincitori, può gioire ma senza troppa enfasi Josè Luis Zapatero. Il leader dei socialisti ha accolto la notizia della vittoria al quartier generale del Psoe e ha invitato tutti a raccogliersi in un minuto di silenzio per le duecento vittime dell'attentato di Madrid. Poi ha rimboccato le maniche della camicia e ha fatto ripartire il disco dei buoni propositi. "Mi impegno a favore di un cambiamento tranquillo", ha detto, sottolinenado che "nelle elezioni di oggi hanno parlato gli spagnoli ed ha vinto la democrazia, hanno detto che vogliono un governo di cambiamento".
