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14/3/2004

Madrid,giallo su portavoce Al Qaeda

Difficile identificazione dell'uomo

Le autorità spagnole hanno comunicato di non essere ancora riuscite ad identificare l'uomo che, in un video, ha rivendicato ad al Qaeda la responsabilità delle stragi di Madrid. Lo ha detto il ministro dell'Interno spagnolo, Angel Acebes. Il ministro ha anche precisato che a carico di tre dei cinque arrestati sono risultati precedenti penali. Il provvedimento restrittivo a carico dei fermati è stato possibile grazie alle leggi antiterrorismo.

Ammessa la responsabilità di Al Qaeda, gli sforzi delle autorità spagnole sono ora concentrati sull'identificazione della persona che ha registrato il nastro della rivendicazione. Al momento, stando a quanto riferito dal ministro dell'Interno, Angel Acebes, le indagini in tal senso sono ancora in alto mare. Come ammesso da Acebes, infatti, l'autenticità del vide-messaggio è ancora tutta da accertare, mentre per quanto riguarda il presunto portavoce di Al Qaeda, resta complicata la sua identificazione: "Non siamo in grado di identificare la persona a nome della quale sono stati rivendicati gli attentati", ha spiegato Acebes. E ancora: "Nemmeno i servizi segreti francesi, britannici o portoghesi sanno qualcosa di questa persona".

Comunicato, al contrario, il nome di uno dei marocchini fermati sabato a Madrid: si tratta dell'operaio di 35 anni Mohammed Chaoui, incastrato dalle intercettazioni di una conversazione fra due esponenti di una cellula spagnola di al Qaeda, Abdulak al Magrebi e Barakat Yarkas. Il colloquio in questione risale all'agosto del 2001. Abdulak avrebbe detto: "Bisogna mettersi in contatto con Jamal e con suo fratello Mohammed Chaoui di Tangeri". E poi: "Vado a Tangeri perché sono vicini a Said Chedadi", una delle persone arrestate da Garzon in Spagna nel novembre del 2001.