Nassiriya: i 4 fermati non parlano
Saccheggiata la caserma dell'attentato
Non rispondono alle domande i quattro uomini fermati due giorni fa dai militari italiani nel corso delle indagini sull'attentato di Nassiriyah. Ai militari che li stanno interrogando non hanno detto nulla, tranne che stanno seguendo le regole del Ramadan, alimentandosi e bevendo al calare della notte.I Intanto si è saputo che la palazzina teatro dell'attentato dove risiedevano i carabinieri è stata assaltata da alcuni sconosciuti.
Non rispondono alle domande i quattro uomini fermati dai militari italiani nel corso delle indagini sull'attentato di Nassiriyah.I quattro sono stati bloccati due giorni fa grazie a un intenso scambio di informazioni tra gli organismi di intelligence dei vari Paesi e alla attività investigativa dei carabinieri. Ai militari non hanno detto nulla, tranne che stanno seguendo le regole del Ramadan, alimentandosi e bevendo al calare della notte.I sospettati sono tuttora trattenuti per accertamenti in una struttura della base del contingente che prende parte all'operazione 'Antica Babilonia' in Iraq.
Il colonnello Gianfranco Scalas, portavoce del contingente italiano ha intanto confermato che le indagini proseguono a 360 gradi e che al momento non si riesce ancora a capire se i fermati abbiano avuto un ruolo pèrimario o secondario nell'organizzazione dell'attentato stesso. Pochissime anche le informazioni rraccolte sull'identità delle quattro persone fermate: si sa che non sarebbero originarie di Nassiriyah, ma non è dato sapere neanche la loro nazionalità.
Il "mutismo dei sospettati non aiuta di certo gli inquirenti che comunque continuano anche ad effettuare rilievi sul luogo dell'attentato (condotti dagli specialisti del Racis dell'Arma) nella speranza di trovare qualcosa che possa aiutare le indagini. Al vaglio degli inquirenti ci sono ad esempio anche le armi e le munizioni trovate nell'abitazione dei quattro fermati. Sotto quest'ultimo profilo, pero', si tiene presente che in uno scenario di guerra come l'Iraq di oggi il fatto di possedere armi in casa e' del tutto usuale e non prova di per se' il coinvolgimento diretto in atti di terrorismo.
Si è intanto saputo che la palazzina teatro dell'attentato e occupata fino a pochi giorni fa dai carabinieri italiani è stata saccheggiata da diverse persone che sono riuscite ad entrare e a rovistare tra le macerie. Gli sconosciuti hanno prelevato faldoni di documenti, mattonelle e mobilio. Sul posto si sono recati alcuni carabinieri, che si trovano attualmente in una palazzina situata dall'altra parte del fiume Eufrate.
