Coppie: gay e etero, stessi diritti
La decisione dell'Europarlamento
I Quindici riconoscano le relazioni non matrimoniali anche "fra persone dello stesso sesso" e agiscano per "connettervi gli stessi diritti che al matrimonio". E' l'invito rivolto dal Parlamento europeo ai Paesi membri della Ue affinché riconoscano le coppie omosessuali e le tutelino come quelle eterosessuali unite dal vincolo del matrimonio.
E' un passo ulteriore rispetto al voto del 16 marzo del 2000, col quale Strasburgo approvò l'articolo 54 della relazione annuale sui diritti civili, che imponeva il riconoscimento legale della convivenza tra omosessuali.
L'assemblea della Ue invece ha bocciato (con 279 voti contrari, 259 a favore e 20 astenuti) per una manciata di preferenze un'altra proposta avanzata dalla relatrice socialista olandese Joke Swiebel, che chiedeva ai Paesi membri di "consentire il matrimonio fra persone dello stesso sesso". Attualmente solo l'Olanda ammette il matrimonio fra omosessuali.
L'Italia dovrà quindi adeguarsi ai dettami comunitari e il dibattito non mancherà anche perché non esiste legislazione in materia. Solamente alcuni Comuni come Bologna e Firenze hanno un registro per le "unioni civili". Mentre a Londra è stato istituito da poco un registro delle coppie gay e lesbiche, le unioni di fatto tra omosessuali sono invece legalizzate in Danimarca, Svezia, Olanda, Francia, Germania e Belgio e nelle regioni spagnole Catalogna e Aragona.
