LETTERE MAI SPEDITE

Dal carcere la lettera di Amanda: "Mi dispiace"

La Knox scrisse ai genitori di Meredith ma non spedì mai quelle righe: "Non sono io la colpevole"

29 Apr 2013 - 09:10
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 © Ansa

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Dal carcere, Amanda Knox avrebbe voluto inviare una lettera alla famiglia di Meredith Kercher. E l'aveva anche scritta, per esprimere loro tutto il suo dispiacere per la morte della ragazza e per dire che non era lei la responsabile di quel lutto. Ma quella lettera non fu mai spedita, su consiglio degli avvocati della studentessa americana. E spunta fuori soltanto adesso, dal libro di memorie firmato dalla stessa Knox.

A rivelare questo particolare mai emerso della complicata vicenda è il "Sun on Sunday", che pubblica alcuni estratti del testo. Amanda aveva scritto una lettera anche per scusarsi con Patrick Lumumba, il congolese che si sarebbe poi rivelato completamente innocente, ma che era stato in un primo momento accusato dalla giovane. Anche questo testo non era mai stato spedito, sempre su consiglio dei legali. "Queste lettere - avevano consigliato gli avvocati ad Amanda - potrebbero essere considerate soltanto un escamotage".

Ecco alcuni estratti del libro di Amanda riportati sul giornale britannico: "A volte ripenso ad alcuni miei comportamenti del passato e vorrei aver fatto diversamente. Per prima cosa, vorrei aver scritto ai Kercher. Desideravo dire loro quanto volevo bene alla loro figlia. Con quanto affetto parlava della sua famiglia. Dire loro che la sua morte era per me un grandissimo dispiacere.

E poi, avrei voluto scrivere a Patrick che mi dispiaceva averlo accusato. Quel mio gesto è imperdonabile, e lui non meritava quel trattamento, ma avrei voluto dirgli che non avevo nulla contro di lui. Altri mi avevano spinto a fare il suo nome e a me dispiaceva immensamente".


"Quelle lettere non furono mai spedite - riprende Amanda - perché Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova (i suoi due avvocati) mi dissero di non farlo. I giudici avrebbero preso questo comportamento per un escamotage".

Ed ecco i testi delle due lettere. Ai Kercher: "Mi dispiace per la vostra perdita e mi dispiace che mi ci sia voluto così tanto tempo per dirvelo. Non sono io che ho ucciso vostra figlia. Anch'io sono una sorella e posso soltanto immaginare quanto grande sia il vostro dolore. Nel tempo, relativamente breve, in cui Meredith ha fatto parte della mia vita, lei è sempre stata gentile con me. Penso a lei ogni giorno".

E poi, a Patrick: "Mi sento in colpa nei tuoi confronti". "Ma mostrai quelle lettere a Carlo - continua Amanda - e lui mi disse che non era il momento giusto".